Riforma Senato, approvate in commissione le nuove modalità di elezione

Entusiasmo del premier Matteo Renzi dopo l’approvazione in Commissione Affari Costituzionali: “Giornata straordinaria”

L’ultimo punto del Ddl Riforme rimasto aperto in commissione Affari Costituzionali, relativo alle modalità di elezione del Senato è stato chiuso quest’oggi. Maggioranza, Forza Italia e Governo hanno trovato l’accordo. E dire che il senatore della Lega, Roberto Caderoli, aveva fatto presagire lo slittamento della questione in aula. L’intesa, invece è stata approvata e la commissione ha approvato il testo del disegno di legge sulle riforme costituzionali che, a partire da lunedì 14 luglio, verrà discusso in aula. A favore ci sono la maggioranza, Forza Italia e Lega Nord, contro Sel M5S.

Ulteriori modifiche al testo saranno possibili in aula, ma, intanto, l’ok in commissione è arrivato anche sull’articolo 2 che prevede che i senatori vengano eletti dai Consigli regionali su base proporzionale, in modo da non scontentare del tutto i piccoli partiti.

Boschi, Zanda, Finocchiaro e lo stesso Calderoli si sono dichiarati soddisfatti, il premier Renzi è andato oltre, parlando di “giornata straordinaria per il paese” e aggiungendo che

il processo di riforme strutturali avviato sta producendo tappe con un ritmo giusto. Non facciamo le corse, approviamo le tappe in tempi regolari, dopo anni di ralenti andiamo a velocità normale.

Il premier ha spiegato di non avere paura del voto in aula che comincerà lunedì 14 luglio alle ore 11, come annunciato dal presidente del Senato Piero Grasso. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per le 13 di martedì 15 luglio.

Il testo conferma la composizione di Palazzo madama con 95 senatori rappresentativi più 5 nominati dal presidente della Repubblica. I Consigli regionali eleggeranno con metodo proporzionale i senatori fra i propri componenti e fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori.

Intanto i senatori del M5S stanno valutando quale atteggiamento tenere, fra le ipotesi al vaglio vi è quella dell’ostruzionismo a oltranza.

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