Renzi: “Impensabile un commissariamento dell'Italia”

In un’intervista al Corriere della Sera, il premier parla di riforme, lavoro, banche, Grillo, Berlusconi ed Europa, escludendo qualsiasi genere di commissariamento da parte della troika

È un Matteo Renzi a tutto tondo quello intervistato da Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera, un premier che diffonde il suo straripante ottimismo ad ogni risposta, su ogni argomento. Renzi respinge qualsiasi voce su un eventuale commissariamento dell’Italia:

Mai e poi mai. È un’ipotesi che non esiste. Dirò la verità: io non vivo nel terrore dei mercati. L’Italia è più forte delle paure dei vari osservatori e i dati lo dimostrano,

spiega il presidente del Consiglio, citando i 50mila posti di lavoro registrati nell’ultimo mese e la ricchezza privata sulla quale – con una revisione di fisco, burocrazia e giustizia – si possono ricostruire la credibilità e l’economia del Paese.

La riconferma del bonus da 80 euro, anche nel 2015, potrebbe vedere un allargamento della platea dei beneficiari a famiglie, partite Iva e pensionati. Quando, quanto e come resta la questione da chiarire.

Sul capitolo riforme, Renzi sottolinea come in Commissione sia stato registrato un consenso superiore alla maggioranza:

Persino chi mi accusa di autoritarismo riconosce che semplificare i livelli istituzionali, ridurre il potere delle Regioni, superare il bicameralismo perfetto, costituisce un obiettivo condiviso.

Le resistenze dei frondisti, secondo Renzi, sono dovute a coloro che non si rassegnano “all’idea della semplificazione e del fatto che non ci sia indennità per i senatori” e alle resistenze “fisiologiche delle burocrazie”.

"Grillo? Organizzare proteste è il suo mestiere"

Non può mancare l’affondo su Beppe Grillo, sulle proteste e le manifestazioni ventilate dal leader pentastellato nei giorni che verranno:

È la cosa che gli riesce meglio. Organizzare proteste è il suo mestiere. Il mio, invece, è cambiare l’Italia. Vorrà dire che martedì mattina, mentre si prepara alla 27esima marcia su Roma, che ormai mi sembra una retromarcia su Roma, e mentre urla al 42esimo colpo di Stato dall’inizio della legislatura, gli faremo trovare una puntuale risposta del Pd - argomento per argomento - al suo decalogo della settimana scorsa.

Su Silvio Berlusconi, invece, la posizione di Renzi è più serena, specialmente se si parla della Riforma del Senato:

A dispetto di alcune dichiarazioni di fuoco dei suoi, Berlusconi fino a questo momento non ha mai fatto venir meno la sua parola e il suo impegno: diamo a Cesare quel che è di Cesare.

La situazione italiana e quella europea sono legate indissolubilmente e per esemplificare quanto forte sia la connessione fra l’orizzonte nazionale e quello comunitario Renzi cita il progetto dello sblocco minerario inserito nel piano sblocca Italia:

Io mi vergogno di andare a parlare delle interconnessioni tra Francia e Spagna, dell’accordo Gazprom o di South Stream, quando potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40 mila persone e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini. È vero: stiamo combattendo su due fronti. Vogliamo restituire autostima all’Italia, ma anche dire che bisogna cambiare.

Renzi lancia un appello anche a alla presidente della Camera, Laura Boldrini, e al presidente del Senato, Piero Grasso, affinché contribuiscano con l’imposizione di un tetto ai propri funzionari alla revisione e al contenimento della spesa pubblica. Soltanto qualche giorno fa, dalla previsione di bilancio per il 2014, è emerso che la riduzione della spesa complessiva della Camera dei Deputati sarà appena dell’1,68%.

E anche le banche dovranno fare la loro parte. Che non ci siano più alibi Renzi lo va ripetendo da settimane, ma, secondo il premier, gli istituti di credito perseverano in una incomprensibile melina:

Le banche adesso sono piene di liquidità. Diano i soldi alle aziende, invece che lamentarsi. Con l’operazione Draghi non hanno più ragione di lamentarsi, né di mettere in sofferenza i piccoli artigiani, gli imprenditori del Nordest, le partite Iva. Navigano nei soldi, li spendano, grazie.

Matteo Renzi

Via | Corriere

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