Politicamp, Civati: "Renzi risponde con violenza inaudita a tutte le critiche"

Civati


Oggi si conclude Politicamp, l'evento organizzato da Pippo Civati a Livorno. Alla fine, com'era prevedibile, non potevano non arrivare severe critiche al premier Matteo Renzi. L'accusa più dura rivolta al rottamatore è quella di autoritarismo nella gestione del Partito Democratico e nell'azione di governo.

Per Civati, "il Pd non può essere il partito di un uomo solo al comando". E aggiunge "qui al Partito della Nazione non crede nessuno, è solo un elastico che Renzi usa come vuole". Ma attenzione, sarebbe sbagliato prendere queste parole solamente come il segno di una lotta di potere interna. Dietro queste prese di posizione così nette del trentanovenne dem, va maturando da tempo una visione alternativa sul metodo e sui contenuti.

A certificare, poi, che qualcosa si muove nella sinistra Pd, sono stati in particolare gli interventi di Fabrizio Barca e di Maurizio Landini. Il primo ha parlato di "sperimentalismo democratico": una proposta radicalmente alternativa al decisionismo renziano, basato tutto sulla "velocità". L'idea di Barca è quella di rifondare il partito dal basso, includendo nei processi decisionali i circoli, le sezioni e i comitati locali. Tutto ciò prima che sia troppo tardi, cioè prima della fine della luna di miele tra gli italiani e il governo.

Landini, invece, ha dichiarato la necessità di rimettere in campo "un’iniziativa che metta insieme il mondo del lavoro e il tema della Costituzione". Temi, questi, che a Livorno hanno riscosso una grande udienza, perché per la minoranza Pd la riforma del senato e certe inclinazioni blairiane del presidente del Consiglio sono inaccettabili. E lo stesso Civati si è lasciato scappare una frase a riguardo, che non concede molti dubbi sul malumore dilagante: "passi l'Italicum, ma il Senato è tremendo".

Ma non è finita qui. Secondo quanto riportato da La Stampa, Civati descrive un Renzi in preda a manie di grandezza:

"All'indomani della formazione del governo mi scrisse un messaggino dicendo "però potevi stare al gioco", seguito da un emoticon con la faccina della delusione [...] Mi dicono che non è solo un problema mio, non parla con i suoi strettissimi collaboratori, è in totale isolamento. Risponde ormai a ogni critica con una violenza inaudita. Prima era un outsider, oggi ogni sua cosa ha un peso enorme, e i renziani poi la enfatizzano ulteriormente, spesso maldestramente"

Insomma Renzi sarebbe circondato da troppi cortigiani, pronti a dargli acriticamente sempre ragione. E ovviamente il rischio è quello di andare incontro a clamorosi errori nella più totale solitudine.

Intanto, del progetto del Nuovo Centrosinistra delineato qualche mese fa da Civati, nessuno parla. I tempi sono prematuri, Renzi in questo momento ha un consenso enorme e l'operazione sarebbe letta come minoritaria e settaria da parte dell'elettorato.

Il futuro prossimo, però, potrebbe riservare non poche sorprese. Il dirigismo funziona quando il consenso vola e le aspettative sono alte, ma quando il vento è contrario può diventare foriero di grandi fallimenti.

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