Anche il PD copia i manifesti della Lega Nord

Ci aveva già provato l'Idv di Antonio Di Pietro quest'estate, ora è il turno del PD della neonata provincia di Monza e Brianza: l'idea è semplice, si prende uno storico manifesto della Lega Nord, quello in cui la "gallina dalle uova d'oro" padana viene derubata dall'"astuta matrona romana", e si cerca di utilizzarlo contro i suoi stessi inventori.

Da notare che la matrona è stata sostituita da un elefante, simbolo della città di Catania, che ha ricevuto ingenti finanziamenti dal governo Berlusconi nell'ultima finanziaria, così come l'indebitata Roma, al contrario di Milano che come vi abbiamo raccontato si è vista negare dal governo presunto "amico" i miliardi necessari per la costruzione di metro e ferrovie necessarie per l'Expo 2015.

Anche oggi, come quando lo fece Di Pietro, ci permettiamo di esprimere un dubbio sull'efficacia di questa "presa in prestito" dell'iconografia leghista. Si tratta infatti di un'operazione un po' grossolana che rischia di trasformarsi in un boomerang per il centrosinistra, in quanto legittima al fondo la ricostruzione leghista dei rapporti Nord-Sud, rimproverando al governo solo una scarsa coerenza nel tenere fede ai proclami di campagna elettorale.

Questo potrebbe confondere lo zoccolo duro del PD, che è stato educato dai suoi leader a ritenere la Lega quasi unicamente una pericolosa formazione razzista e xenofoba, e allo stesso tempo fallire nell'obiettivo di attirare l'elettorato leghista, che è storicamente molto fedele e potrebbe preferire l'originale ad una brutta copia. Almeno fino a quando il progetto di un PD del Nord federato a quello nazionale rimane chiuso nel cassetto

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