FT: Stati Est Europa contro Mogherini agli Esteri. E' troppo amica di Putin

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Federica Mogherini

è il nome più accreditato a succedere a Catherine Ashton, in qualità di Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea. La sua nomina, secondo alcuni, potrebbe arrivare già nella giornata di mercoledì 16, quando i capi di stato e di governo dei 28 Stati membri si troveranno per un Consiglio europeo straordinario. Eppure, quella che veniva definita dai giornali una designazione quasi certa, starebbe incontrando parecchie difficoltà.

A rivelarlo è il Financial Times. In un articolo pubblicato ieri, a firma di Peter Spiegel, il nostro ministro degli Esteri viene presentato come una personalità sgradita ai paesi dell'Est Europa: Polonia, Lettonia, Estonia e Lituania. Per quale motivo? Mogherini si sarebbe mostrata troppo morbida con il presidente russo Vladimir Putin.

Secondo questi paesi, il governo italiano avrebbe la responsabilità di non essersi spesa in ambito europeo per sanzioni decise nei confronti di Mosca, dopo i fatti dell'Ucraina. A dettare questo atteggiamento compromissorio nei confronti del Cremlino, ci sarebbe la difesa degli investimenti italiani in Russia. Ricordiamo, a tale ruguardo, che dopo la caduta di Berlusconi i rapporti tra Italia e Russia non si sono affatto raffreddati. Gli accordi Eni-Gazprom e la creazione di un fondo da un miliardo di euro, tra la Cassa depositi e prestiti italiana e il Fondo russo per gli investimenti, certificano che gli interessi in ballo tra i due paesi rimangono inalterati.

I paesi dell'Est Europa sono quelli più direttamente minacciati dalle politiche "espansionistiche" di Putin, ed è normale che richiedano un atteggiamento fermo nei confronti di chi ha installato missili atomici sul confine polacco. Tuttavia è opportuno segnalare che la prudenza dell'Italia, al di là degli interessi economici, è stata in parte giustificata anche dall'ambiguità della rivolta ucraina e dalla pericolosa presenza di forze di estrema destra nel governo di Kiev.

Il Financial Times, però, va anche oltre. Secondo il giornale, il tentativo di far naufragare la nomina di Mogherini, sarebbe appoggiato anche da Germania e Gran Bretagna. I due paesi non vengono citati esplicitamente, ma solo fra le righe. Le ragioni del loro dissenso riguardano sempre l'atteggiamento troppo blando dimostrato verso Putin. In ogni caso queste rimangono voci: né Cameron né Anglea Merkel hanno apertamente espresso un parere contrario sulla titolare del dicastero degli esteri italiani.

Per eleggere il "ministro degli Esteri" della Ue è necessario trovare una maggioranza qualificata. Dunque, se non dovesse passare il nome di Mogherini, è difficile che venga eletta una personalità troppo anti-russa. Si proverà a cercare una soluzione di compromesso, ma in questo momento è difficile fare previsioni su possibili nomi alternativi.

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