La BBC e il "paziente italiano": crisi o nuovo rinascimento?


Il canale internazionale della britannica BBC ha dedicato la scorsa settimana un lungo servizio al nostro paese, intitolato eloquentemente "Il paziente italiano": in esso la giornalista Annalisa Piras, da molti anni inviata de "L'Espresso" a Londra , fa ritorno in patria per verificare se, dopo la vittoria elettorale di Berlusconi, il paese stia approfondendo lo stato di crisi permanente per il quale è noto in Europa, o se al contrario stia vivendo sotto la leadership del Cavaliere un nuovo rinascimento.

Il reportage, che trovate in mp3 qui, offre una prospettiva "esterna" su molti dei problemi del nostro paese: dalla spazzatura e la camorra di Napoli, al "lato oscuro" della Verona intollerante e post-fascista; dall'irrisolto conflitto di interessi di Berlusconi all'antipolitica dilagante, fino a quello che è forse il più inquientante di tutti: la massiccia fuga di cervelli e di talenti dal nostro paese verso il resto dell'occidente.

Il servizio, che comprende diverse interviste, presenta dichiarazioni di molti noti personaggi, che forse non sarebbero state rilasciate con tanta facilità ai media italiani. C'è ad esempio Giuliano Ferrara che definisce Berlusconi "un populista, ma un populista democratico", o Giuliano Amato che sintetizza lapidariamente il nostro carattere nazionale:

l'identità collettiva degli italiani è basata sulla condivisione dell'idea di "difendersi da quelli che stanno lassù"

Il giudizio finale della BBC? Duro, ma onesto: l'Italia non è ancora riuscito a superare il suo problema storico, "l'incapacità di agire come un collettivo". Il malato italiano è grave, e tra le sue malattie rientrano anche sessismo, razzismo e fascismo; il "dottor Berlusconi" ha potenzialmente 5 anni per intervenire con cure drastiche, ma finora si è limitato a concentrare l'attenzione su alcune avvenenti infermiere.

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