Renzi-Berlusconi, riforme di stampo putiniano? E sull’economia solo … spot

I “gauleiter” di Renzi e di Berlusconi si tengono stretto il Patto del Nazareno ma cresce la fronda trasversale contro la riforma del Senato e dell’Italicum.

Sulla prima lo scontro è soprattutto sul nodo dell’elettività, sulla seconda sull’abbassamento della soglia per l’ingresso a Montecitorio, sull’innalzamento della percentuale necessaria per accedere ai premi di maggioranza, questioni non di lana caprina più volte spiegate su Polisblog.

Il più deciso e intransigente a far saltare le due riforme volute da Renzi-Berlusconi è il Sen. Ex ministro della Difesa Mario Mauro, che ieri in Aula è andato giù pesante: “Il rischio che deriva dall’applicazione congiunta della riforma costituzionale e di una legge elettorale come l’Italicum è che il nostro Paese diventi una democrazia autoritaria di stampo putiniano”.

Il presidente del PPI ha proseguito: “Oggi si fanno leggi inique per difendere non dei princìpi, ma i nuovi prìncipi, la loro strategia, i loro interessi”. “Il Senato di Renzi è un orpello cortigiano che renderà insignificante, confuso, l’intero Parlamento”. Mauro contesta “l’idea di una semplificazione della democrazia, che si contrappone alla semplicità di una democrazia vera”. “Il combinato disposto” dell’Italicum e della riforma del Senato proposta dal governo “rende inoperanti le garanzie poste in Costituzione”.

“Il problema più serio – osserva il senatore – è il riflesso su presidenza della Repubblica e Corte costituzionale”. Perché con una legge elettorale per la Camera come l’Italicum “basterà avere nove senatori per eleggere il presidente della Repubblica e cinque giudici costituzionali. E poiché il capo dello Stato nomina altri cinque giudici, chi avrà la maggioranza alla Camera, finirà per aggiudicarsi dieci giudici della Consulta”.

E tutto questo ambaradan in un quadro del Paese molto fosco, come dimostrato anche dagli ulti dati Istat. Cosa fa oggi il governo sull’economia? Scrive Stefano Folli: “ … le vere riforme che contano sono quelle che tengono i conti pubblici in ordine, tagliano il debito pubblico e, se possibile, abbassano un po' le tasse soffocanti. Renzi ne è consapevole? È quello che tutti si augurano, dal momento che la legge di stabilità (la vecchia finanziaria) sta diventando il passaggio cruciale. Bene anticiparla, se questo aiuta a mostrare anche all'Europa il volto serio e non solo propagandistico di Roma. Purchè sia chiaro che i problemi non possono essere aggirati. L'Italia non sarà commissariata dagli organismi internazionali, dice il premier. Cioè, non sarà inadempiente. Ma in questo caso dovrà essere molto determinata sui conti e non aver paura di dire la verità, anche se questo costerà una fetta di consenso”.

Solo allora, presto, si misurerà il “peso” reale di Renzi e del Pd.

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