Juncker nuovo presidente della Commissione Europea

Fra i punti salienti del programma politico un piano investimenti pubblici e privati da 300 miliardi di euro e il rafforzamento del mercato unico

Jean Claude Juncker è il nuovo presidente della Commissione Europea. L’ex premier lussemburghese ha ricevuto questa mattina l’atteso voto di fiducia che, nonostante un nutrito gruppo di franchi tiratori, è riuscito a superare ampiamente la maggioranza minima di 376 voti. La “grande coalizione” che ha votato Juncker è stata formata da Popolari, Socialisti e Liberali. Questo fronte doveva garantire al neopresidente 480 voti, ma ci sono stati una sessantina di franchi tiratori e, alla fine delle votazioni, i voti favorevoli sono stati 422, contro 250 no, 57 astensioni o voti invalidi.

Prima del voto Juncker ha pronunciato un discorso di 45 minuti, interrotto tanto dagli applausi, quanto dai fischi. Fra i punti principali toccati da Juncker vi sono stati un piano di investimenti pubblici e privati, il ritorno al metodo comunitario, l'idea di un bilancio proprio della zona euro e una politica comune sul diritto d'asilo.

Non è passato inosservato il plurilinguismo del neo-eletto presidente Ue che si è espresso in francese quando ha criticato il nazionalismo, in tedesco quando ha sottolineato la ncessità di un risanamento dei conti pubblici e in inglese quando ha ribadito l’urgenza di un rafforzamento del mercato unico.

Riguardo al suo passato come presidente dell’Eurogruppo, Juncker ha detto che affrontare la crisi dell’euro è stato come “riparare in volo un aereo in fiamme”. Un’operazione che non è stata esente da errori e che invita, ora, a una riflessione sulla Trojka, per “renderla più democratica”.

Juncker è entrato nel merito del proprio programma, spiegando di voler lanciare un piano di investimenti pubblici e privati da 300 miliardi di euro e di voler imbastire una strategia di lotta contro il dumping sociale. Uno dei punti cardine sarà il rafforzamento del mercato unico (soprattutto nell’ambito delle comunicazioni e del digitale) e rendere maggiormente trasparenti le trattative per un accordo di libero scambio Usa-Ue. Un programma e un discorso ambiziosi che sono stati accolti da numerose contestazioni: quelle di Marine Le Pen, per esempio, alla quale Juncker si è rivolto dicendo: “Grazie onorevole Le Pen, grazie di non votare per me. Non voglio il sostegno di chi respinge, di chi esclude”.

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