Monti: "Azioni brutali per evitare la catastrofe"

L'ottimismo di Mario Monti diventa sempre più bizzarro. Ok, il personaggio non è di quelli che sprizza vitalità ma ultimamente decifrare il suo modo di guardare positivamente al futuro diventa sempre più difficile. Per un po' di tempo ci ha raccontato in ogni modo di come la "crescita arriverà nel 2013", ma solo se ci impegniano noi per primi, visto che "la ripresa è dentro di noi". La versione 'think positive' un po' spirituale è durata poco. Molto poco. Poi sono tornate le consuete bastonate, ma messe sempre in maniera da sembrare delle belle notizie.

Per esempio: "L'anno prossimo saremo ancora in recessione, ma con un profilo di crescita". Frase che per capirla bisogna anche impegnarsi. Una volta compreso il significato - e cioè che il nostro Pil sarà ancora in negativo, ma meno dell'anno prima - si fa fatica a comprendere cosa ci sia di così positivo. Difficile esserne contenti.

L'ultima versione di questi Monti cattivissimo-per-il-nostro-bene è quella propinata a Bologna all'assemblea dell'Anci. Davanti a sindaci disperati per le condizioni delle loro casse SuperMario cerca di risollevare il morale alla sua maniera.

"Il nostro paragone avrebbe potuto essere la Grecia, dove la sofferenza sociale è enormemente maggiore di quella che affligge l'Italia e tutti i comuni italiani, a seguito di un'operazione brutale che abbiamo dovuto compiere per evitare quell'altro scenario. Non abbiamo agito con un bisturi fine, abbiamo dovuto evitare una catastrofe"

Tutti contenti. Potevamo finire come la Grecia, invece stiamo un po' meglio, ma giusto poco poco. Non vi sentite meglio?

Non dobbiamo sorprenderci che non si vedano molti segnali di crescita. Non dobbiamo sorprenderci. Era inevitabile"

Ma come? La crescita non arrivava sicuro nel 2013 se solo fossimo riusciti a farla uscire da dentro di noi? L'ottimismo di Monti sta rapidamente prendendo una china perversa. Adesso il suo unico modo di sollervarci il morale è farci notare che la nostra sofferenza sociale è meno grave di quella della Grecia. Viste le bastonate che stiamo prendendo, ci aspettavamo qualcosa in più.

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