Regionali Lazio: le elezioni bloccate da faide interne e burocrazia

Regionali Lazio
Mentre la crisi della Regione Lombardia si consuma nel breve volgere di pochi giorni (anche se dopo uno stillicidio di indagini durato mesi) e, dopo lo scioglimento del Consiglio il 25 ottobre, quasi sicuramente si andrà a votare prima di Natale, nel Lazio la situazione non è altrettanto chiara. Ed è paradossale, perché le dimissioni di Renata Polverini sono arrivate quasi un mese fa, e il Viminale aveva fatto presente la necessità di andare al voto prima possibile. Ma di elezioni ancora non si parla, e in molti nel centrodestra puntano di accorpare le regionali alle politiche della prossima primavera: e per quanto riguarda le responsabilità, c'è un rimpallo tra partiti e istituzioni.

Nei giorni scorsi i consiglieri d'opposizione hanno occupato il palazzo della Regione per protesta, e Nicola Zingaretti, candidato del centrosinistra alla presidenza, ha accusato la giunta Polverini e la maggioranza che la sostiene di "sequestrare la Regione per scopi e fini di parte", ritardando le decisioni sulla data del voto con la scusa di approvare una nuova legge elettorale regionale diminuendo il numero di consiglieri (da 70 a 50) e abolendo il "listino bloccato". Per approvare questa riforma servirebbero però mesi, e soprattutto una giunta in carica; ma dopo le dimissioni della Polverini la giunta può svolgere solo compiti di ordinaria amministrazione, e quindi un'eventuale riforma della legge elettorale potrebbe essere facilmente oggetto di ricorsi che potrebbero anche portare all'annullamento del voto. A meno che il Viminale non dia parere favorevole alla riforma.

A pensarla così è anche Francesco Storace, che chiede a gran voce agli alleati della maggioranza di andare a votare prima di Natale come in Lombardia. Ma il leader della Destra dà un'altra versione dei fatti e, oltre ad accusare la sinistra di demagogia, se la prende con il Viminale. Sarebbe proprio il ministero dell'Interno a bloccare le decisioni sulla data del voto tardando a dare un parere sulla fattibilità della riforma elettorale. Nel momento in cui i tecnici del ministero comunicheranno la loro decisione, sostiene Storace dalle colonne del suo "Giornale d'Italia", verrà riunito un consiglio regionale per cambiare le regole elettorali oppure decidere la data delle elezioni. Ma se questo parere tarderà ad arrivare, sarà impossibile andare al voto prima di Natale. Una versione rimandata al mittente dal centrosinistra, che ricorda come sia stata proprio la Polverini la prima a dire che era impossibile votare così presto.

Il Pdl, dopo giorni di immobilismo, sembra però essersi convinto della necessità di un voto rapido. Il deputato Fabio Rampelli, molto influente nella politica laziale, ha dato una sorta di ultimatum al ministero invitando la giunta a decidere per il voto sotto l'albero se il Viminale non darà un parere. E lunedì prossimo è fissato una riunione del Pdl nazionale in cui Alfano con tutta probabilità darà l'ok al voto a dicembre. Tutto a posto allora? No, perché tecnicamente il Pdl non è presente nel consiglio regionale, per la nota vicenda del panino di Alfredo Milioni, quindi non è detto che la decisione del partito verrà seguita da una giunta e da un consiglio ormai autogestito. E intanto la Polverini, come accusano dall'opposizione, ha riunito il consiglio per approvare 53 delibere che impegnano 85 milioni di euro per i prossimi due anni,

Foto|© Getty Images

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