No della Ue a Mogherini: Una strategia anti-palestinese?

ISRAEL-ITALY-PALESTINIAN-DIPLOMACY


Lo scontro europeo sulla nomina del Rappresentante del Pesc ha fatto emergere non poche contraddizioni riguardo alla politica estera continentale. Forse in pochi se ne sono accorti, ma la Ue non ha espresso nemmeno una presa di posizione forte su quanto sta accadendo a Gaza. Tranne qualche tenue dichiarazione di condanna, nessuno oggi se la sente di impegnarsi veramente per una tregua, nessuno osa mettersi contro il governo di Benjamin Netanyahu.

Inoltre, la fumata nera sul nome di Federica Mogherini, non farà altro che rendere ancora più latitante l'Unione dinanzi alla tragedia che si sta consumando nella Striscia. E della situazione di impasse certamente gioiranno Stati Uniti, Inghilterra e Germania, che convergono su una linea filo-israeliana.

Certo il nome della Mogherini è stato bocciato per i rapporti con Putin, che sono sgraditi ai Paesi est europei e a Washington (altrimenti non si spiegherebbe l'acredine del Wall Street Journal). Ma c'è dell'altro, il nostro ministro sarebbe anche troppo vicino agli interessi del Medio Oriente e della Palestina.

In realtà l'impegno italiano nei confronti del popolo palestinese è stato molto blando negli ultimi mesi e la titolare del nostro dicastero degli Esteri, nel suo viaggio ad Israele, è andata a visitare una casa colpita da un missile di Hamas, ma non si è recata a Gaza. Ci si è limitati insomma al bon ton diplomatico con il governo di destra israeliano e ai soliti auspici per un cessate il fuoco.

Tutto questo, però, non pare essere una garanzia sufficiente per i paesi schierati con il governo di Tel Aviv. Basti guardare alcune testate internazionali, come il Financial Times, che hanno preso chiaramente di mira la Mogherini. Sono riusciti a tirare fuori anche una vecchia foto in cui il nostro ministro è accanto a Yasser Arafat. Come se fosse uno scandalo!

"A lor signori" pare che non vada bene, come Alto Rappresentante per la politica estera, nemmeno il nome alternativo proposto da Matteo Renzi, quello di Massimo D'Alema. L'ostilità per l'ex Ds va ricondotta al suo operato di Ministro degli Esteri nel secondo governo Prodi. In quel periodo, sarebbe stato troppo vicino alla Palestina e colpevole di aver aperto un canale di dialogo con Hezbollah per una missione di pace in Libano. Su quest'ultimo fatto fu aspramente criticato anche dalla comunità ebraica in Italia.

Così, la vicenda tormentata della nomina del "ministro degli Esteri" europeo ci porta a intuire due cose fondamentali. La prima: Gli Stai Uniti, insieme a Londra e Berlino, hanno un peso enorme sulle scelte di Bruxelles. Inoltre, altro dato da non sottovalutare, la Casa Bianca non ha deciso di ridimensionare l'appoggio all'alleato storico (Israele), anche se molti continuavano a dire che le cose stessero andando nella direzione opposta.

Per fugare ogni dubbio in merito, ricordiamo che gli Usa si sono impegnati pochissimo nel processo di pace incominciato lo scorso anno. Durante i negoziati, infatti, il premier israeliano non ha rispettato le scadenze sul rilascio dei detenuti, ha continuato con la costruzione di insediamenti colonici, ha fatto proposte shock, come quella sull'alimentazione forzata per i prigionieri politici (e potremmo continuare...).

Kerry e Obama, in tutto questo non hanno mosso un dito, perché molto più indaffarati a trattare con l'Iran sul nucleare. Cosa, quest'ultima, mai digerita da Tel Aviv per motivazioni economiche. Tuttavia, il negoziato con Teheran è stato portato avanti lo stesso, anche senza l'appoggio di Netanyahu, soprattutto perché può tornare utile per futuri conflitti contro l'Iraq. Per la Palestina, invece, come al solito si può attendere.

Poi è arrivato il governo di unità nazionale tra Fatah e Hamas. Notizia che è stata accolta come una sciagura dalla stampa internazionale, ma che per parte nostra abbiamo giudicato positiva. Abu Mazen, chiudendo un conflitto durato sette anni, avrebbe potuto approfittarne per riportare la sovranità dell'Anp sui territori governati dalla fazione islamista. Ovviamente a patto che gli si concedesse del tempo. Netanyahu, però, ha accusato immediatamente il suo omologo palestinese di non saper tenere sotto controllo la situazione nei territori. Infine è arrivato il "casus belli", il rapimento e la morte dei tre ragazzi ebrei. E a quel punto (come da copione) le cose sono degenerate.

Prima del caso del rapimento, alcuni paesi della Ue, compresa l'Italia, si sono limitati a promettere sanzioni contro gli insediamenti israeliani nei territori occupati (badate bene non contro Israele). Una vera battaglia per una soluzione politica che sbrogliasse la matassa mediorientale, però, non è mai inziata. Anzi, diciamolo pure, non la vuole nessuno. Paradigmatico di questa mancanza di volontà è stato il comportamento ultra-ideologico dei media mainstream europei e nazionali. Basti guardare ai titoli del Corriere e Repubblica, pare che a Gaza sia in corso una normale operazione di anti-terrorismo.

Ora la Ue, in una situazione così delicata, dovrà attendere la fine di agosto per avere un "ministro degli esteri". "Tanto meglio", avranno pensato in molti, "si eviterà di prendere posizioni sgradite ad Israele". E poi, quando le acque si saranno calmate, magari ci sarà spazio per un "socialista champagne", una di quelle personalità che si limita a ricordare come un mantra la formula: "Due Stati devono vivere pacificamente uno accanto all'altro". Salvo poi non fare nulla di concreto.

Una cosa, infine, ci preme dirla. Non è per simpatia verso la Mogherini o per lealtà al governo Renzi, è una questione di verità e di rispetto. L'inglese Catherine Ashton, Rappresentante Pesc uscente, è stata una delle personalità più mediocri che si siano viste a Bruxelles. L'Unione Europea non ha avuto una politica estera durante il suo mandato: ha accumulato ritardi sulle questioni più importanti e sulla "rivolta" ucraina il suo ruolo è stato inesistente. Dunque, che i media anglosassoni ora si divertano a dileggiare la Mogherini come "inesperta e incapace" appare veramente surreale e meschino.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO