Renzi e Berlusconi, insieme al governo? Come prendere due piccioni con una fava …

La sentenza di appello sul caso Ruby che assolve Berlusconi non può che rafforzare il patto del Nazareno fra l’ex premier e l’attuale capo del governo Matteo Renzi. Il premier-segretario, salomonicamente, non commenta la sentenza ribadendo la propria fiducia nella magistratura.

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Se da una parte l’ex Cav (a proposito, quando tornerà a riappropriarsi del titolo di Cavaliere?) rinasce d’un colpo politicamente riproponendosi come “martire” sotto il tiro ventennale di una parte della magistratura ad uso e consumo del gioco politico, dall’altra parte c’è un pezzo d’Italia che perde l’ultima certezza: quella della magistratura super partes abbandonando definitivamente la speranza che “la legge è uguale per tutti”.

E’ la sinistra, soprattutto la parte del Pd ancora non domata dal renzismo, a traballare, subendo questa sentenza come l’ultimo colpo, da ko, dopo il rosario di sconfitte dal dopoguerra ad oggi: delusi per la Rivoluzione “socialista” mancata dopo la guerra partigiana, per il governo dei Migliori, infine per il governo degli Onesti.

Scrive Lucia Annunziata su Huffington Post: “Tutti a casa, compagni. La guerra è finita e noi la abbiamo persa. Per venti lunghi anni abbiamo dubitato del nostro Premier, lo abbiamo chiamato puttaniere, e lo abbiamo accusato di uso privato del suo potere. Sbagliato. L'uomo è in verità un politico integerrimo. Altro che rottamazione. È quello che ci grida, dall'alto dei suoi scranni, il potere togato, quello stesso che abbiamo venerato per anni, e come smentirlo ora, ora che ha trasformato in un niente il reato di prostituzione minorile e di concussione? Altro che rottamazione renziana. Rottamato qui è il pilastro di una lotta politica. È la fine di un'era. Ci rassegniamo dunque. Abbiamo sbagliato tutto. Del resto c'è chi vince e c'è chi perde, e tocca accettare le sconfitte”.

Già. E adesso? Forse ha ragione l’ex ministro della Difesa e attuale presidente di Popolari per l’Italia: “L’assoluzione di Silvio Berlusconi è una buona notizia. L’esito di questa vicenda dovrebbe suggerire a Forza Italia di riprendere lo spirito di grande coalizione con cui era cominciata la legislatura e, nell’interesse del paese e del miglioramento della sua economia, considerare la possibilità di rientrare nella maggioranza e nel governo”.

Da buon democristiano mai pentito Mauro punta a rendere “pubblico” ciò che è già nei fatti: Renzi e Berlusconi insieme al governo. Forse l’unico modo per prendere (dopo il fallimento delle riforme e il possibile sbocco delle elezioni anticipate in primavera) due piccioni con una fava! C’è però anche un’altra possibilità: Berlusconi al Colle!

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