Legge Sallusti: il Pdl prova a infilarci l'Ammazza-blog e il salvacondotto per i doppi incarichi

Sallusti
A che punto è il disegno di legge "Salva Sallusti", quello che riformando il reato di diffamazione a mezzo stampa salverebbe dal carcere il direttore del Giornale? Se lo chiedeva l'interessato nell'editoriale di due giorni fa, in cui se la prendeva con la classe politica ma in particolare con Fini. Se è vero come è vero che il provvedimento (a firma Gasparri-Chiti) languisce nelle commissioni di Camera e Senato, il Pdl ne sta approfittando per infilarci dentro un paio di emendamenti ad hoc, che poco o nulla hanno a che vedere con l'oggetto della legge.

La prima è un evergreen, che i pidiellini provano da anni a far approvare di soppiatto all'interno di leggi che parlano di tutt'altro: l'ammazza-blog. Ci avevano provato quando erano al governo nella legge sulle intercettazioni, ci hanno riprovato lo scorso aprile a farla approvare all'interno del ddl anticorruzione, e adesso fanno un nuovo tentativo con la Salva-Sallusti. L'articolo prevede che i gestori di siti debbano provvedere alla rettifica di quanto scritto entro 48 ore dal ricevimento di una qualsiasi richiesta a pena, in caso contrario, di una sanzione di oltre diecimila euro. Un provvedimento che avrebbe come conseguenza quello di far passare la voglia a tanti cittadini di scrivere e condividere informazioni sul web, se il rischio è quello di incorrere in sanzioni pecuniarie così elevate.

Ma c'è di più. Alla Camera il deputato Pdl Gennaro Coronella ha presentato un subemendamento che ha ancora meno a che fare con i reati d'opinione. Poche righe per cancellare dal testo del 1957 sulle Leggi elettorali per la Camera dei Deputati, l'articolo che prevede l'ineleggibilità dei presidenti di provincia. Nei giorni scorsi, all'approssimarsi della scadenza prevista dalla legge, un sostanzioso gruppo di presidenti di provincia ha annunciato le dimissioni in modo da potersi candidare alle prossime elezioni. Al momento alla Camera sono almeno cinque, riportati da Repubblica, i deputati che sono anche presidenti di giunte provinciali e non hanno ancora deciso quale incarico lasciare. Con la fine della legislatura sarebbe scattata l'ineleggibilità, ma se questo emendamento verrà approvato dall'Aula potranno tenersi il doppio incarico (e il doppio stipendio).

E infine, in una legge per salvare dal carcere un direttore di giornale, poteva mancare una norma contro la libertà di opinione? Per non farsi mancare niente, al Senato il pidiellino Caliendo ha presentato un emendamento subito ribattezzato "anti-Gabanelli", perché intende rendere nulle le clausole nei contratti che sollevano i giornalisti dalle conseguenze patrimoniali di eventuali condanne per reati di opinione, attribuendole agli editori. Proprio quelle clausole che Milena Gabanelli ha sempre invocato e ottenuto per proseguire il suo lavoro con Report in Rai ed evitare che i suoi freelance dovessero fronteggiare di tasca loro le richieste di risarcimento, spesso ingenti e pretestuose. Alla fine, su tutti e tre i punti, sarà l'Aula a decidere, ma in ogni caso non c'è male per un disegno di legge che doveva favorire la libertà di stampa.

Foto|© Getty Images

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