Salta l'incontro Berlusconi-Alfano. Non c'è accordo su riforme e alleanze

ITALY-POLITICS


Le operazioni di disgelo tra Forza Italia e il Nuovo Centro Destra procedono con molta fatica. Silvio Berlusconi e Angelino Alfano continuano a mandarsi segnali di riappacificazione, ma i nodi da sciogliere rimangono molti: innanzitutto la legge elettorale.

Dopo l'invito telefonico del ministro degli interni al Cavaliere alla Costituente dei centristi (progetto che dovrebbe includere Ncd, Udc, Popolari e forse Fini e Passera), è arrivata una parziale marcia indietro. A margine di un convegno alla Camera, Alfano ha precisato che non sono previsti incontri con Berlusconi: "vediamo prima come si comporta Forza Italia sulla legge elettorale e se vuole ammazzare tutti gli alleati con l'abolizione delle preferenze, oppure no. Da Forza Italia arrivano belle parole, ma servono i fatti".

Tanto è bastato per scatenare gli "ultrà" dell'una e dell'altra parte. Ad aprire le danze è stato Giovanni Toti, che su Twitter non ha lesinato una certa ironia nei confronti del ministro:



Toti in effetti non ha tutti i torti. In Ncd ci sono ormai due correnti di pensiero che si fronteggiano aspramente sul tema delle alleanze. Da una parte c'è chi vorrebbe tornare subito a ricostruire insieme ai forzisti un progetto moderato; dall'altra ci sono quelli che vincolano qualsiasi patto ad una convergenza sul tema delle riforme e ad una chiusura di Berlusconi nei confronti della Lega.

Tra gli esponenti della prima fazione ci sono Nunzia De Girolamo e Maurizio Lupi che trattano alacremente con Verdini e con lo stesso Cavaliere. Ma questo darsi da fare, "per vie traverse", ha provocato la reazione decisa dell'ala del partito meno aperturista. Innanzitutto quella di Roberto Formigoni, che non ha mancato di polemizzare con l'ex ministra delle Politiche Agricole:



La puntata polemica di Formigoni si riferisce ad alcuni rumors, che metterebbero in discussione la buona fede di De Girolamo. Quest'ultima, secondo le indiscrezioni, continuerebbe a lanciare segnali di dialogo a Berlusconi perché avrebbe un obiettivo diverso da quello dell'unità del centro-destra: ritornare in Forza Italia per diventare il candidato del Cavaliere alle primarie di coalizione. Insomma, alcuni maliziosi pensano che la politica di Benevento coltivi il sogno di diventare il candidato anti-Renzi alle prossime elezioni politiche.

Ma al di là dei pettegolezzi, l'atteggiamento filo Forza Italia di De Girolamo ha dato molto fastidio anche altri esponenti di Ncd. Tra questi Enrico Costa, che ha inviato una missiva alla sua collega di partito (e per conoscenza a tutti i deputati di Ncd). Ivi, il viceministro della giustizia scrive: "Con riguardo alle prese di posizione assunte negli ultimi giorni, espresse in particolare nell'intervista di oggi al Corriere della Sera, sarebbe essenziale verificarne la condivisione nell'ambito del nostro gruppo alla Camera".

Berlusconi, però, non ne vuol sapere di fare il "padre nobile" di un centro neo democristiano e continua ad insistere per un riavvicinamento tra tutte le forze del centro-destra. In un'intervista sulla rivista Oggi di questa settimana, il leader di Forza Italia ha dichiarato: "Abbiamo un Pd al 38 per cento, Grillo al 23 e il centrodestra, frammentato, al 30 per cento. Lo scenario che se ne ricava è quello di un Paese con una forte coloritura di sinistra e con il Movimento 5 Stelle che rappresenta un serio pericolo per la democrazia. Ecco perché occorre ricostruire l'unità del centrodestra e far sì che i moderati, che sono la maggioranza nel Paese, acquistino consapevolezza e si trasformino in una maggioranza politica organizzata".

Dunque Berlusconi, dopo l'assoluzione nel processo Ruby, prova a mettere pressione ai suoi ex compagni di partito. L'ex presidente del Consiglio sa che la leadership va cambiata, ma allo stesso tempo per vincere non può rompersi l'antico schema in cui Froza Italia era il baricentro della coalizione. Schierarsi con la Lega antieuro piuttosto che con i centristi non avrebbe senso, bisogna ricostruire una coalizione larga. Ipotesi, questa, che per ora scartano sia Salvini sia Alfano.

L'altro nodo da sciogliere, infatti, è quello di riaprire un dialogo tra popolari europeisti e euroscettici padani. E questa sembra l'impresa più ardua in questo momento, visto che non passa giorno in cui Salvini e Alfano non si attacchino sui giornali. A tale riguardo, ricordiamo che il segretario della Lega e il ministro degli Interni nelle ultime 48 ore si sono rispettivamente accusati di razzismo e connivenza con gli scafisti. Riuscirà Forza Italia a tessere un accordo tra tutte le anime del centro-destra o sarà costretta alla fine a scegliere da che parte stare? Staremo a vedere.

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