Crisi di governo ed elezioni anticipate: la minaccia vuota di Matteo Renzi

Con la legge elettorale proporzionale uscita dalla Corte Costituzionale, tornare al voto sarebbe un suicidio.

Se davvero decidesse di superare l'impasse sulla riforma del Senato - e quella che inevitabilmente seguirà sulla nuova legge elettorale - giocando la carta della crisi di governo e delle elezioni anticipate, allora Matteo Renzi dimostrerebbe davvero un bel coraggio. Ma probabilmente niente di più di questo, visto che finché non sarà varato l'Italicum tornare alle urne sembra più che altro un suicidio.

Con che legge elettorale si tornerebbe alle urne? Con il Porcellum "emendato" dalla Corte Costituzionale, che prevede soprattutto due cose: preferenze e nessun premio di maggioranza. Questo perché la Corte Costituzionale non può decidere quale premio di maggioranza sia adatto e con quale soglia possa essere raggiunto, può solo decidere che quanto previsto nel Porcellum non sia consono. E così, la legge elettorale con cui si tornerebbe al voto sarebbe nient'altro che un proporzionale puro.

Poco importano i sondaggi politici che danno il Partito Democratico ben oltre il 40%; in una situazione tripolare come quella in cui ci troviamo oggi (centrosinistra-Pd, Movimento 5 Stelle, centrodestra) nessuna coalizione può sperare di raggiungere da sola la maggioranza. Nemmeno il centrosinistra, che secondo le rilevazioni più favorevoli arriva circa al 46% ce la può fare. Potrebbe superare quota 50%, a stento, solo mettendo insieme un'alleanza che vada da Sel al Nuovo Centrodestra. Inutile dire che è meglio lasciar perdere.

Insomma, tornare al voto con la legge elettorale uscita dalla revisione della Corte Costituzionale significherebbe una sola cosa: ingovernabilità. E quindi nessuna chance di portare a casa quelle riforme che al momento sembrano sì essersi impantanate, ma che sono comunque in viaggio. Se l'obiettivo di Renzi è invece quello di tentare un approccio berlusconiano alle elezioni ("datemi il 50% per poter governare davvero"), allora gli si può solo augurare buona fortuna. Consapevoli dell'elevatissimo rischio che il premier vada a sbattere contro la dura realtà.

Matteo Renzi scrive ai Sindaci

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