Sondaggi politici: chi può battere Matteo Renzi?

Secondo Coesis Research sono soprattutto due i leader che il segretario del Pd deve temere.

I sondaggi politici iniziano a esercitarsi nell'arte della previsione. E questo a causa delle minacce di elezioni anticipate che Matteo Renzi sta agitando nella speranza di sbloccare l'impasse della riforma del Senato. Facciamo finta che lo scenario di elezioni anticipate prima delle riforme sia realistico, quali potrebbero essere allora i leader in grado di competere con Matteo Renzi e il suo Pd dal 40%? Il leader in questione, ovviamente, deve prima di tutto riuscire in un'impresa che al momento sembra disperata: riunire il centrodestra.

L'uomo più adatto all'impresa, nonostante l'età e dopo la riabilitazione (agli occhi di una parte dell'opinione pubblica) seguita all'assoluzione nel processo Ruby, sarebbe Silvio Berlusconi - che secondo i sondaggi è sempre il leader favorito nel campo del centrodestra -; e però l'ex Cavaliere non può che tirarsi fuori dalla contesa, visto che è incandidabile ancora per lunghissimo tempo. E quindi? Una risposta alla domanda prova a darla il direttore di Coesis Research Alessandro Amadori, parlando con Affari Italiani:

In pole position c'è il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. Ha l'esperienza alla guida di un partito e ottime capacità di guida popolare. Dovrebbe mettere di più la giacca e la cravatta e avere una visione maggiormente strategica. In questo modo potrebbe lanciare un'opa su un centrodestra ormai allo sbando. Dipende da lui e se ha la voglia di crescere. In un anno potrebbe essere una scommessa interessante.

Salvini, quindi. Il leader che ha riportato la Lega Nord a essere un partito in piena salute e che già in tanti avevano pronosticato poter essere l'uomo giusto per il centrodestra. Contro di lui, però, l'aspetto localistico del suo partito, che continua a essere espressione del solo nord, al massimo centro-nord. È vero che il segretario del Carroccio sta provando a far dimenticare la questione territoriale, per esempio recandosi a Lampedusa. Altrettanto vero, però, è che è difficile cancellare una storia trentennale in pochi mesi. C'è poi il fatto che Salvini ha appena confermato di volersi candidare a sindaco di Milano.

La seconda opzione per il centrodestra, per alcuni versi, è diametralmente opposta:

In seconda battuta c'è Raffale Fitto, anche se sono da valutare le sue capicità di crescita". Giorgia Meloni? "Troppo leader locale, romana, e legata alla destra sociale". Angelino Alfano? "Sconterà sempre il meccanismo del tradimento, ora che Silvio Berlusconi è stato riabilitato. Ha voltato le spalle al suo leader in un momento di difficoltà. Una cosa certo non nobile"

Dopo Salvini viene quindi Raffaele Fitto, il ribelle di Forza Italia, colui che più di ogni altro sta scalpitando in attesa che inizi la nuova stagione di Fi, probabilmente con il pensiero di trovarsi lui alla guida del partito. In suo favore, gioca il fatto di essere "mister preferenze", come dimostrato alle Europee, di essere quindi in grado da solo di portare voti. In suo sfavore - ed è in questo che è simile a Salvini - gioca il fatto di essere molto connotato territorialmente, soprattutto nella sua Puglia, mentre nell'altra metà di Italia, il suo nome non dice tantissimo. Nel centrodestra, in definitiva, qualcosa inizia a muoversi, ma la strada da percorrere per trovare un modo di riorganizzarsi è ancora molto lunga.

Matteo Renzi e la svolta autoritaria

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