Alfano pensa ad un Supergruppo centrista per frenare Berlusconi

PDL Ministers Hold Press Conference


Ve l'avevamo annunciato, Ncd, Udc, Popolari (e forse Fini e Passera) preparano una costituente centrista per settembre. Ma dopo l'assoluzione nel processo Ruby di Silvio Berlusconi, Angelino Alfano ha in mente di accelerare i tempi e di proporre qualcosa di più concreto. Secondo il Corriere della Sera, il ministro degli interni starebbe vagliando l'ipotesi di dare vita ad un "Supergruppo parlamentare centrista", allo scopo di frenare le ansie dei suoi colleghi di partito che vorrebbero ributtarsi immediatamente tra la braccia del Cavaliere.

Del progetto, che dovrebbe nascere prima alla Camera e poi estendersi al Senato, dovrebbero far parte anche deputati e senatori di Scelta Civica. Ma perché improvvisamente questa ipotesi in campo? Secondo il Fatto Quotidiano, l'idea sarebbe venuta ad Alfano in vista dell'assemblea del Nuovo Centrodestra di sabato. Lì probabiblmente potrebbe consumarsi una spaccatura, che mettere in forte difficoltà la maggioranza governativa del partito. Per il giornale di Padellaro, infatti, 15 parlamentari della formazione di centro sarebbero pronti a tornare in Forza in Italia qualora non si accettasse l'ipotesi di aprire subito ad una nuova federazione di centro-destra.

Dunque, dopo l'annullamento dell'incontro Alfano-Berlusconi, che avrebbe dovuto sancire un riavvicinamento tra il leader di Forza Italia e il suo ex delfino, la situazione in Ncd è ulteriormente precipitata.

Nunzia De Girolamo, che secondo alcuni coltiva ambizioni di leadership, si è messa a capo della fronda che vorrebbe ricostruire il centro-destra. L'ex ministro delle politiche agricole ha le idee chiare su quale deve essere il percorso da affrontare:



A sostenere il suo progetto sono anche Maurizio Lupi e Barbara Saltamartini. Quest'ultima ha perfino minacciato le dimissioni da portavoce del partito perché accusata di aver difeso De Girolamo, mettendo da parte l'imparzialità del suo ruolo.

Contro la De Girolamo e gli altri sono schierati nomi importanti: Schifani, Formigoni, Cicchitto, Sacconi, Lorenzin. Questi sono convinti che riaprire ora a Berlusconi, senza aver prima dato vita ad un solido progetto europeista e moderato di centro, sarebbe un grave errore. La motivazione della loro cautela starebbe nel fatto che il Cavaliere non offire garanzie sulla legge elettorale.

L'abolizione delle preferenze e lo sbarramento al 4,5% per i partiti in coalizione, previste dall'Italicum, fanno storcere il naso alla maggioranza del partito di Alfano. Inoltre, ricostruire acriticamente un asse con la Lega Nord di Salvini (sempre più anti Ue) riporterebbe un'eventuale coalizione di centro-destra su posizioni troppo estreme.

L'obiettivo del Supergruppo, dunque, sarebbe quello di mettere una toppa ad un eventuale ritorno a casa dei dissidenti di Ncd. In questo modo, la fiducia per il governo al Senato sarebbe blindata e Renzi potrebbe andare avanti tranquillamente fino al 2018. Staremo a vedere cosa accadrà nell'assemblea di sabato, il clima si annuncia molto teso. Quello che è certo è che Berlusconi non vede l'ora di rompere l'unità degli ex alleati.

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