Berlusconi vede Fitto. È incominciata la tregua?

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi


Oggi, prove di disgelo tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto. I due si sono incontrati a Palazzo Grazioli con l'intenzione di chiudere le polemiche divampate nel post elezioni. L'incontro è stato definito positivo da entrambe le parti.

La chiacchierata di un'ora e mezzo, però, lascia aperte le questioni fondamentali che li hanno allontanati. In primo luogo, c'è il nodo delle riforme. Fitto non ha intenzione di cedere sui quattro punti che lui stesso ha elencato, nel luglio scorso, in una lettera indirizzata al Cav.: la battaglia per il Senato elettivo, l'impegno ad evitare conflitti sulle leggi di bilancio tra Camera e Senato, il no alla revisione del referendum abrogativo, la riforma della forma di governo. Insomma, l'ex ministro per gli Affari Regionali non accetta di buon grado il sì incondizionato a Renzi e nemmeno i tempi rapidissimi che il rottamatore ha imposto.

Berlusconi ha bisogno di ricucire con Fitto, in nome dell'unità del centro-destra. Il leader di Forza Italia sta provando a "riportare a casa" 15 parlamentari di Ncd e allo stesso tempo tiene aperto un canale di confronto con la Lega Nord di Salvini.

Ma la prima cosa che vuole evitare, in questa fase così delicata, sono gli scontri interni al suo partito. Il dialogo con il politico pugliese, allora, appare fondamentale. Non solo perché a capo di una fronda interna, ma anche perché è stato l'esponente del suo partito più votato alle scorse europee. Inoltre, un appoggio autentico di Fitto al candidato di centro-destra per le elezioni 2015 della Regione Puglia è molto importante .

A complicare la riconciliazione interna tra il Cavaliere e Fitto, però, è arrivato l'annuncio dell'uso della tagliola per il voto sulla Riforma del Senato, previsto il prossimo 8 agosto. A questo punto i Forzisti si troveranno ad un bivio e sarà molto difficile ottenere modifiche. Ed è proprio questo che a Fitto non va giù e lo ha anche messo nero su bianco nella lettera inviata all'ex premier: "Sembriamo ipnotizzati da Renzi. Non è accettabile che, nel silenzio del nostro partito, Renzi si permetta di ridicolizzare alcuni nostri senatori solo perché la pensano diversamente".

Adesso la palla torna a Berlusconi, che prima dell'8 agosto dovrà inventarsi una strategia per fare tutti contenti. Cosa non facile, ma necessaria, dopo il suo ritorno alla ribalta con l'assoluzione nel processo Ruby.

Altro argomento affrontato nel colloquio di oggi sarà stato certamente quello delle primarie. Fitto, come è noto, ha ambizioni per la leadership. Come ebbe a dire dopo le consultazioni europee al Corriere della Sera: "dobbiamo avere la capacità, e lui per primo (Berlusconi), di innovare, invertendo un meccanismo che non può più proseguire". Il premier, invece, forse la pensa diversamente. Non concederebbe mai la nomina diretta del segretario di partito, ma forse quella del leader di coalizione sì. In questo caso, però, meglio aspettare. Secondo i sondaggi è sempre l'uomo di Arcore il più amato del centrodestra, avanti nei consensi a sua figlia Marina.

La possibilità di lanciare la candidatura della sua primogenita a capo della coalizione rimane sempre un'opzione interessante, ma va fatta al momento giusto. Il nome di Marina Berlusconi, infatti, appare ora l'unico che abbia la forza di unificare tutto lo schieramento conservatore. Fitto ha un certo appeal tra i giovani elettori, ma nelle rilevazioni statistiche il suo gradimento appare più basso di quello di Giovanni Toti.

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