Siria: jihadisti uccidono 50 soldati

Fatti prigionieri e poi decapitati 50 soldati dell'esercito siriano da parte degli jihadisti dello Stato islamico

Cinquanta soldati siriani sono stati uccisi dagli jihadisti dell'Isis (Stato Islamico), che prima li avevano fatti prigionieri grazie a un'imboscata. Lo riferisce l'Osservatorio siriano dei diritti umani. Al momento dell'imboscata, a quanto è emerso, i soldati dell'esercito regolare siriano stavano effettuando un ripiegamento tattico da una postazione militare nella provincia settentrionale di Raqqa.

Molti dei soldati sarebbero stati giustiziati a sangue freddo e decapitati. L'area dove è avvenuto l'assalto è da ieri teatro di combattimenti tra governativi e jihadisti senza precedenti per violenza e ampiezza. Secondo l'Isis, i soldati uccisi sarebbero di più, ossia 75. Su Twitter, un simpatizzante ha così sintetizzato l'episodio: "Allah sia lodato, 75 soldati della 17 esima divisione sono stati catturati e poi decapitati".

Sul numero di vittime è arrivato invece un 'no comment' da parte dei medici vicini al regime. Lo Stato islamico di Iraq e Siria, autoproclamatosi settimane fa, punta a estendere il proprio califfato anche in altri territori. Il capo della Commissione sui crimini di guerra in Siria ha fatto sapere che i membri dell'Isis dovranno essere aggiunti all'elenco di criminali di guerra.

Paulo Pinheiro ha informato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'inchiesta in corso:

"L'Isis è un buon candidato per entrare nell'elenco. Posso assicurarvi che stiamo raccogliendo informazioni sugli autori degli omicidi di tutte le parti in conflitto. Compresi i gruppi armati che non appartengono al regime e neanche allo Stato islamico".

Conflitto in Siria

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