Cannabis, la disobbedienza civile dei Radicali. Il NYT: "Marijuana libera per tutti"

Un editoriale del New York Times chiude il proibizionismo americano

In Italia, in materia di antiproibizionismo, le battaglie dei Radicali si ricordano per concretezza e lungimiranza: è dal 1976 che Pannella&soci parlano di legalizzazione e liberalizzazione del mercato delle droghe leggere.

Oggi il mondo è molto diverso da quello degli anni '70 ma, in Italia, le cose non sono cambiate, anzi: il cancro legislativo della Fini-Giovanardi ha incarcerato per anni, affollando gli istituti di pena italiani, migliaia di persone innocenti, o meglio "colpevoli" solo di possesso, consumo o spaccio di cannabis.

Ma non solo: ad aggravare la posizione dello Stato e delle istituzioni c'è anche l'aspetto medico che ruota attorno alla cannabis, che altrove è utilizzata da anni come farmaco per il trattamento di patologie gravi come la SLA: il Thc infatti, il principio attivo psicotropo contenuto nelle infiorescenze di cannabis, è un'ottima molecola che aiuta i malati ad alleviare dolori, tremori, sintomatologia delle patologie muscolari e scheletriche più gravi, ma anche del glaucoma.

Negli ultimi anni persino gli Stati Uniti hanno rivisto le proprie politiche proibizioniste, aprendo un immenso mercato interno della cannabis grazie ad un duro e sapiente lavoro delle lobby presso il Congresso americano. Ieri possiamo affermare che si è definitivamente chiuso il capitolo proibizionista americano: il New York Times, il quotidiano americano più famoso negli States e all'estero, ha infatti letteralmente capovolto la propria linea editoriale, fortemente proibizionista ed intransigente sull'uso (medico e ludico) di cannabis.

In un editoriale shock (questo si, davvero shock) il quotidiano newyorkese ha aperto al mercato libero della cannabis negli Usa. Insomma, il più autorevole giornale d’America ha riunito direzione e comitato editoriale per discutere della questione e, fatta la scelta di sostenere la legalizzazione, ha deciso di costruirci sopra addirittura una campagna.

E in Italia come procedono i "lavori" sulla cannabis? Da noi il primo problema riguarda i malati, che di fatto non hanno accesso alle cure a base di infiorescenze di cannabis nonostante la legge Turco lo preveda come diritto.

Una negazione che il primo CSC d'Italia (Cannabis Social Club), a Racale in provincia di Lecce, ha deciso di combattere grazie al sostegno dei Radicali Italiani e dell'Associazione Luca Coscioni; a dire il vero i Radicali, come già fatto altre due volte sulla cannabis in passato, hanno deciso di avviare un'azione di disobbedienza civile il 25 luglio scorso, seminando a casa del segretario del partito Rita Bernardini dei semi di cannabis femminilizzati, selezionati proprio per la produzione di cannabis ad uso medico.


Rita Bernardini (Segretaria di Radicali italiani), Laura Arconti (Presidente di Radicali italiani) e Marco Pannella (Presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito), hanno seminato cannabis appositamente selezionata per la cura dei malati di sclerosi multipla decidendo di consegnare il raccolto (presumibilmente a ottobre) ai pazienti che non riescono ad accedere ai farmaci cannabinoidi.

Così, sul sito di Radicali Italiani, si spiegano le motivazioni della disobbedienza civile:

"I radicali, da sempre favorevoli alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti, vogliono – attraverso questa terza disobbedienza civile – che sia reso effettivo l’accesso ai farmaci oggi solo teoricamente consentito dalla legge Livia Turco del 2007: sono, infatti, solo 60 all’anno in tutta italiana i malati che riescono ad ottenere il Bedrocan (infiorescenze selezionate importate dall’Olanda) attraverso le ASL. Gli altri malati (pochissimi), se riescono a trovare il medico prescrittore, possono andarla ad acquistare presso le farmacie galeniche che, dopo lunga trafila, la vendono al prezzo di 35 euro al grammo! Il che vuol dire, per una persona affetta da sclerosi multipla che ha bisogno dai 2 ai 4 grammi quotidiani, spendere dai 2.100 ai 4.200 euro al mese! L’altra soluzione sempre disponibile e rischiosissima penalmente per chi non riesce a trovare beneficio dai farmaci tradizionali, è rivolgersi al mercato clandestino delle mafie, sempre aperto h 24 che, al prezzo di 5 euro al grammo, rifila un prodotto incontrollato, spesso inquinato e sicuramente non selezionato a fini terapeutici. [...] I tre esponenti radicali hanno deciso che il prodotto della loro coltivazione sarà destinato ai malati di LapianTiamo se alla data in cui il raccolto sarà arrivato a maturazione il “progetto pilota” pugliese non avrà prodotto i suoi effetti. Altrimenti, la cessione avverrà ai malati di altre regioni che non dispongono ancora di una normativa così avanzata ed efficace come quella pugliese."

La semina e l'inizio della disobbedienza civile, ripresa dalle telecamere di Radio Radicale, è avvenuta insieme all'autodenuncia dei tre radicali, che hanno tutte le intenzioni di portare a termine la "missione". Non una novità, già in passato Rita Bernardini aveva coltivato "le marie" sul balcone di casa sua, per poi cederle ai malati in piazza Montecitorio durante una manifestazione antiproibizionista, fermata dalle forze dell'ordine che sequestrarono tutto (ma non denunciarono nessuno).

radicali disobb

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