Renzi, il “gioco” su due tavoli non regge più

La scelta del piede in due staffe, cioè della doppia maggioranza (politica con Berlusconi e parlamentare con i moderati/centristi), sta vacillando mettendo Matteo Renzi di fronte a un bivio.

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Renzi rischia di rimanere schiacciato da una trattativa su due tavoli. Il premier non ha più tela da tessere: o “apre” ai dissidenti con una mediazione politica “seria” sul Senato e sull’Italicum mandando all’aria il patto del Nazareno o tiene duro fino all’ultimo restando abbracciato all’ex premier con il rischio di sprofondare entrambi, comunque portando gli italiani al voto anticipato. Tertium non datur.

Il rinvio dell’incontro fra Renzi e Berlusconi è significativo dello stato della fiera. Per Berlusconi il patto del Nazareno è la bandiera da sventolare quale promoter della terza Repubblica, con Renzi a Palazzo Chigi all’ex Cav piacendo, con le riforme che si fanno solo con l’ok del leader di Forza Italia. Solo così Berlusconi può chiudere “in bellezza” la sua avventura politica, altrimenti bollata dal fallimento della seconda Repubblica e dal marchio infamante quale evasore fiscale ecc.

Ecco perché Berlusconi non può cedere sul patto del Nazareno, tanto meno sull’Italicum, grazie al quale può decidere chi fare eleggere e soprattutto mangiarsi i voti degli alleati, perché con lo sbarramento all’8%, giungendo secondo va al ballottaggio con i voti di altri partiti (Ncd, Lega, Fratelli d’Italia ecc saranno tutti non oltre il 4-5%).

Berlusconi vuole ricostruire su queste basi la nuova federazione di centro destra per riunificare l’area dei moderati, cioè portandoli sotto il suo tetto, mangiandoli uno a uno a seconda delle proprie esigenze e necessità.

Tutto questo bel … discorsetto per far capire ancora una volta che adesso a trovarsi in mezzo al guado è Renzi. Da Berlusconi non otterrà sconti e su queste basi il premier si troverà davanti il muro dei “dissidenti” presenti ovunque, anche nel Pd, costretti a giocare tutte le carte disponibili per non restare stritolati nella tenaglia.

I “dissidenti”, al di là di nobili intenti, sanno che il patto del Nazareno li porta alla decapitazione politica, quindi resisteranno fino all’ultima cartuccia. Allora?

Come sempre accade, a un certo punto i nodi vengono al pettine. Qui siamo. Con la crisi economica che mena duro e con le riforme che non si fanno o non si possono fare a Renzi non resta altra via che prepararsi subito al voto. A mano che non stracci il patto del Nazareno, scaricando Berlusconi e rimescolando il quadro politico. Non solo nel centro destra.

Intanto sia Grillo che la Lega si preparano alla “guerra”.

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