L'Unità chiude, stop alle pubblicazioni dal primo agosto

Secondo altre fonti, l'ultimo numero in edicola sarà quello di domani.

A differenza di quello che pensano alcuni politici, quando un giornale chiude non è mai una bella notizia. Anche se certe cose sono inevitabili: vista la crisi, la crisi della carta stampata e - senza fare i conti in tasca altrui - certe strutture sovradimensionate rispetto alle attuali possibilità economiche. A chiudere oggi è l'Unità, e la cosa fa certo effetto, visto che il quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924 è un pezzo di storia della sinistra, del Pci e delle sue successiva incarnazioni.

Non si sono trovati nuovi investitori, la proposta di Daniela Santanché (non si sa quanto seria o quanto provocatoria) è stata rigettata, da parte del Pd sono arrivati solo vaghi piani di fusione tra Unità ed Europa. Il risultato è tutto nello scarno comunicato che appare sull'homepage de L'Unità.it:

I liquidatori di Nuova iniziativa editoriale spa in liquidazione, società editrice de l'Unità, a seguito dell'assemblea dei soci tenutasi in data odierna comunicano che il giornale sospenderà le pubblicazioni a far data dal 1 agosto 2014.

Nessuna novità dall’assemblea dei soci, nessuna delle offerte presentate è stata giudicata sufficiente per essere approvata, nessuno è stato disponibile a immettere nuove risorse per continuare le pubblicazioni. Secondo alcune fonti, inoltre, il giornale lavorato oggi sarà l'ultimo a uscire e l'ultimo numero sarà quindi quello di domani e non del 31 luglio, come invece si trova scritto nel comunicato. Di tutto questo, per il momento, rimane un dibattito interessante (ma un po' passatista) che si è sviluppato proprio sull'Unità; per il futuro si spera di riuscire a trovare una soluzione che permetta a un quotidiano che è un pezzo di storia di risorgere, ma in modo finanziariamente sostenibile.

L'Unità_12_2_1924

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