Spending review: il commissario Cottarelli vicino alle dimissioni?

Dopo le critiche al governo Renzi in un post sul suo blog.

La mia spending review non è un bancomat. Potrebbe essere sintetizzato così lo sfogo di Carlo Cottarelli in un post sul suo blog, lamentandosi delle troppe spese coperte grazie ai suoi tagli, che in buona parte devono ancora verificarsi e che in altra parte sono stati bocciati (come la diminuzione dei centri di controllo, che ne era una parte fondamentale). Ma a far traboccare il vaso è stato il fatto che i soldi provenienti dalla spending review sono stati utilizzati anche per coprire il pensionamento dei 4mila "quota 96" della scuola (costo, 396 milioni). Il che significa utilizzare "risorse provenienti da risparmi sulla spesa per aumentare la spesa stessa".

Non fa una piega, in effetti. Soprattutto visto che l'obiettivo del suo lavoro dovrebbe essere quello di arrivare a ridurre le tasse sul lavoro. Non basta: "Il totale delle risorse che sono state spese prima di essere risparmiate, per effetto di queste decisioni, ora ammonta a 1,6 miliardi per il 2015.

Cosa significa questo in prospettiva? Significa che le risorse che deriveranno dalla revisione della spesa per il 2015 non potranno essere usate per la riduzione della tassazione (o del deficit o per effettuare altre spese prioritarie). Oppure che si dovranno attivare i sopracitati tagli lineari. Credo sia una tendenza preoccupante perché continuando così nuove spese saranno finanziate o tramite risparmi che non sono stati ancora approvati a livello politico o attraverso i famigerati tagli lineari che la revisione della spesa vorrebbe evitare.

Il risultato di queste pesanti critiche all'operato di un governo per il quale Cottarelli lavora, ovviamente, è che adesso tutti attendono il momento delle dimissioni. Per evitarle, al solito, sarebbe necessario un intervento riparatore di Matteo Renzi, per provare a convincere a restare un commissario con il quale già in passato ci sono state delle frizione. Ma al momento la tesi più accreditata è che il premier ne approfitterà per mettere al posto di Cottarelli il suo fedelissimo Yoran Gutgeld, già consigliere economico della truppa renziana.

World Economic Outlook Briefing With IMF's Olivier Blanchard

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