Riforma del Senato, torna la "carica dei 101"? Meglio: la "ricarica"

Maggioranza e governo vanno sotto su un voto segreto di un emendamento leghista. Le opposizioni esultano, si teme il ritorno "dei 101" che impallinarono Prodi lungo la via del Quirinale. E intanto l'etica resta un tema politico


Prima di scrivere qualunque altra cosa va precisata una cosa per dovere di cronaca e rispetto ai lettori: i 101 che "impallinarono" Prodi lo scorso anno, durante le consultazioni a camere riunite per l'elezione del Presidente della Repubblica, c'entrano meno di zero con il voto di questa mattina al Senato.

Durante la gazzarra di palazzo Madama (gazzarra: questo è il termine giornalisticamente più vicino alla realtà dei fatti) questa mattina la maggioranza è andata sotto nel corso di una votazione con scrutinio segreto su di un emendamento presentato dalla Lega Nord a firma Stefano Candiani.

Con 154 voti a favore, 147 contrari e 2 astenuti l'Aula del Senato ha approvato a scrutinio segreto, davanti ad uno stupito Pietro Grasso, l'emendamento 1.1979 sulle competenze di Palazzo Madama "su materie eticamente sensibili" sul quale governo e maggioranza avevano espresso parere negativo. Ci sono volute poche decine di minuti perchè si facesse largo lo spauracchio della "carica dei 101": Francesco Nicodemo, responsabile comunicazione del Partito Democratico, l'ha buttata lì su Twitter lanciando l'inevitabile hashtag:


Sulla stessa lunghezza d'onda una miriade di parlamentari democratici, sgomenti (o almeno che cinguettano sgomenti) e un po' infastiditi dalla mancata tenuta della maggioranza (che pure è larga, con FI a dare manforte, Minzolini e pochi altri a parte).

Non è questo il luogo per sperticarsi in spiegazioni in punta di diritto (e di regolamento) per spiegare le differenze tra un voto a camere congiunte dove la politica da anticamera è più importante di quella da Camera ed un voto al Senato su un singolo emendamento in materia di una riforma costituzionale sul quale il governo è stato nel dubbio se porre o meno la fiducia (lo fa bene Marco Bracconi su laRepubblica).

Il governo Renzi può dormire sonni tranquilli, qui la questione è differente: ad accorgersene, oltre a Polisblog (scusate l'auto-lode), è stato il deputato PD Ivan Scalfarotto.


Poco dopo sul suo blog compare un post contenente un pensiero più articolato, nel quale il deputato PD spiega:

"Il Senato ha appena votato, a scutinio segreto con i voti delle opposizioni (a partire da SEL e 5Stelle) e dei franchi tiratori, una norma che prevede la competenza del Senato riformato anche sulle materie di cui agli articoli 32 (salute) e 29 (famiglia).

Per la riforma poco male: si tratta di una modifica che certo non intacca il disegno complessivo. Per le battaglie sui diritti, invece, un bel problema. Se la Camera non interverrà a modificare la norma, significherà che tutti i tentativi di riforma su questi temi saranno costretti al pantano del bicameralismo perfetto.

Per intenderci, ciò di cui stiamo facendo esperienza con il provvedimento contro l’omofobia e la transfobia, approvato ormai quasi un anno fa alla Camera e non ancora legge dello Stato."

Siamo, nuovamente, allo Stato-mamma che preferisce avere cittadini-sudditi credenti piuttosto che cittadini autonomamente pensanti: sui temi etici infatti la politica garantisce de facto il veto Vaticano fin dai Patti Lateranensi. Assurdo che "le opposizioni" (che poi sono M5s, Lega Nord e Sel, più i vari franchi tiratori di oggi) esultino per l'approvazione di un emendamento del genere, che consegna nelle mani del prossimo Senato della Repubblica (non elettivo e rappresentante gli enti locali, quindi assolutamente fuori logica rappresentativa su una materia tanto personale dei singoli cittadini quanto bigottamente ridotta al vuoto politico) il potere di scegliere sulla vita, la morte, l'amore, la libertà di scelta.

Ecco, più che della carica dei 101 sarebbe il caso di discutere sulle preoccupazioni giustamente espresse da Scalfarotto, sempre che la Camera non decidesse poi di cancellarlo quell'emendamento (e quindi facendo tornare il testo al Senato, e poi di nuovo alla Camera e via discorrendo, nel classico rimpallo tra emicicli che potrebbe ritardare di molto la democrazia).

Un Senato non elettivo non può decidere su temi etici: sarebbe come se in Italia avessimo gli Ayatollah e, francamente, bastano e avanzano i baciapile.

Matteo Renzi Government To Face Confidence Vote At The Italian Senate

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