Il Quirinale proroga il Consiglio Superiore della Magistratura: scadeva oggi ma nessuno se ne è preoccupato

Secondo una nota del Quirinale non sono stati eletti i componenti laici del Csm: il consiglio è stato prorogato di diritto

La notizia è stata data con un comunicato ufficiale della Presidenza della Repubblica, comunicato che ha toni mesti seppur perfettamente ufficiali: oggi 31 luglio 2014 scadeva la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura, l'organo di autogoverno delle toghe presieduto proprio dal Presidente della Repubblica.

Per non trovarsi nell'imbarazzante situazione di non avere un consiglio valido, il Quirinale ha comunicato la proroga dell'attuale consiglio (fino a data da destinarsi):

"Considerato che il Consiglio Superiore della Magistratura, nell'attuale composizione, scade oggi e che, mentre sono stati eletti i sedici magistrati che comporranno il nuovo Consiglio, il Parlamento non ha ancora eletto gli otto membri laici, si prende atto che l'attuale CSM, ai sensi dell'art. 30 della legge n. 195/1958, è prorogato di diritto.
Consegue che non è allo stato possibile fissare la data di insediamento del nuovo Consiglio, data che deve consentire anche ai componenti eletti dal Parlamento di fare cessare le eventuali situazioni di incompatibilità previste dall'art. 33 della stessa legge (per esempio, l'iscrizione nell'albo degli avvocati)."

Già ieri sera la nomina si era deciso di spostarla al prossimo 8 settembre, data in cui erano state convocate le prime riunioni delle attuali Commissioni. La mancata nomina dei membri laici del Csm, nomina che rappresenta un terzo del consiglio e che spetta per Costituzione al Parlamento riunito in seduta comune, che deve poi scegliere tra i professori universitari in materie giuridiche e gli avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni, ha tuttavia persuaso la Presidenza della Repubblica a prendere atto della mancata nomina.

Le conseguenze sono tipicamente italiane: nel paese delle proroghe si proroga anche il Consiglio Superiore della Magistratura e lo si fa ad libitum, senza cioè stabilire una decorrenza. Una situazione di empasse ascrivibile unicamente all'incapacità del Parlamento di affrontare la questione. I membri laici sono una garanzia costituzionale: i costituenti vollero impedire che l'autonomia e l'indipendenza della magistratura si trasformasse nella creazione di una specie di casta separata dai poteri dello Stato e gelosa dei propri privilegi.

I componenti laici del Csm dovranno infatti affiancare i 16 membri togati del Consiglio, che vengono eletti tra tutti i magistrati ordinari. Di fatto il consiglio continuerà ad operare senza bisogno di una proroga formale, ma certo è che questo è uno scivolone non da poco della politica, concentrata com'è sul proprio ombelico delle riforme al Senato.

Restano così aperti i fascicoli drammatici dello scontro tra toghe in procura a Milano (la contesa è su fascicoli giudiziari e d'indagine importantissimi in questo momento storico del Paese, come quello sugli appalti Expo), come pure le varie beghe emerse dalla gestione "allegra" dei fascicoli a Milano (protagonisti il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, l'aggiunto antimafia Ilda Boccassini, l'aggiunto anticorruzione Francesco Greco e l'aggiunto pubblica amministrazione Alfredo Robledo). Fascicoli sui quali il Csm non si è espresso formalmente in attesa del nuovo consiglio che a questo punto chissà quando arriverà.

Consiglio_Superiore_della_Magistratura

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