Matteo Renzi in visita in Egitto

Il primo ministro italiano incontrerà il Presidente Al-Sisi

Il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi si recherà sabato 2 agosto 2014 in Egitto per incontrare il Presidente della Repubblica neoeletto Abdal Fattah Al Sisi e il Primo ministro Ibrahim Mahlab. L’arrivo a Il Cairo è previsto per le ore 10.30 circa di sabato.

E' la seconda volta di Matteo Renzi in terra d'Africa; il premier lo ha sottolineato anche oggi nel corso della direzione del PD: l'Africa è il continente dal quale acquisteremo energia per i prossimi 50 anni. Un asset fondamentale dunque, che congiuntamente alle problematiche legate ai migranti (e alla collocazione geografica dell'Italia), rappresenta un fronte importante sul quale il governo fa bene ad impegnarsi in forze.

Come annunciato dal Cairo, spiegano fonti egiziane citate dall'Ansa, Al-Sisi aveva invitato il premier a visitare l'Egitto e Renzi aveva promesso di farlo il prima possibileL l'annuncio era stato fatto riferendo di una telefonata in cui Renzi aveva ribadito "l'appoggio italiano all'iniziativa egiziana" per un cessate il fuoco a Gaza. Il ruolo egiziano è infatti fondamentale anche per la pacificazione del vicino oriente, attraverso la quale passano i rapporti tra Europa ed Israele ed Europa e paesi arabi.

Sarà dunque la prima occasione per il presidente di turno dell'Unione Europea di avvicinarsi ai territori più "caldi" del mondo, in questo momento: un avvicinamento che non a caso arriva dall'Egitto, paese formalmente super-partes ma, di fatto, ostracista di Hamas (le autorità egiziane hanno impiegato giorni per aprire, per poche ore, il valico di Rafah, unica via di fuga dall'inferno di Gaza), anche se non può essere certamente definito "amico" di Israele.

Dall'Egitto però passa la quiete mediterranea però, e Renzi lo sa bene: il fronte libico compromesso dalle nuove escandescenze di guerra civile, i rapporti algerini che sono privilegio francese e l'assenza quasi assoluta di un interlocutore tunisino pone il governo italiano e l'Unione Europea di fronte al dilemma di affrontare o aggirare le problematiche snocciolate in campagna elettorale (energia e migranti).

L'Egitto in tal senso può dare un grande aiuto, unico nei paesi nordafricani ad avere una pax (anche se armata) interna, dopo la messa al bando dei Fratelli Musulmani (cui fa capo anche Hamas, tra l'altro).

Insomma, Renzi fa bene a sviluppare e insistere sul fronte africano, anche se dovrebbe maggiormente battere sullo sviluppo degli stati di diritto prima ancora che su quello della crescita del continente. Senza diritti non esiste crescita, gli italiani lo sanno bene.

renzi

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