Renzi, “cotto” fra Cottarelli e franchi tiratori?

Ancora una volta bisogna prendere atto, negativamente, che Matteo Renzi ricalca lo “stile” spavaldo di Silvio Berlusconi. Invece di interpretare con la massima attenzione e severità l’allarme di Cottarelli sulla spesa pubblica che non cala ma cresce e sulle spese senza copertura, il premier “liquida” il super commissario che minaccia di andarsene: “Faccia come vuole, lo spending review si fa anche senza di lui”.

senato

In sostanza Cottarelli aveva fatto un’osservazione tecnica e il governo doveva replicare ridefinendo la sua strategia di politica economica. Invece, la replica del premier e dei suoi ministri supporters è fatta di battute prepotenti e ricattatorie, più o meno: “Cottarelli chi è, non è nessuno, sappiamo noi cosa fare, e non dobbiamo dar conto a nessuno”. Degni dei … “miglior” tempi dell’ex Cav! Come dire, l’arroganza al potere.

Come si constata nell’interminabile vicenda del Senato. Lancia ancora una volta l’allarme l’ex ministro Mario Mauro: “I lavori del Senato dimostrano che oggi la maggioranza in Parlamento è un’altra. Il Partito democratico e Forza Italia sono obbligati a cancellare il voto segreto per reprimere preventivamente ogni possibile dissenso”.

“Questa situazione – ha aggiunto Mauro – è il frutto dell’atteggiamento arrogante di chi invece di perseguire la condivisione e l’accordo, consono allo spirito costituente, cerca l’affermazione della propria volontà di potenza, agendo con estrema superficialità. La logica conflittuale nella quale ci siamo avviluppati altro non fa che permettere di tenere in ostaggio la Costituzione a chi in realtà persegue scopi diversi, ovvero quello di scrivere una legge elettorale contro il pluralismo. Non è il voto di questa mattina (ieri ndr) ad aver reso questo tentativo di riforma impraticabile. Il testo che sta venendo fuori dalla discussione di questi giorni – ha concluso Mauro – è purtroppo incongruo, incoerente e contraddittorio. In alcune sue parti addirittura paradossale, come hanno dimostrato chiaramente con i loro interventi ieri notte il presidente della commissione Bilancio Antonio Azzolini e il senatore Giulio Tremonti”.

Il presidente dei Popolari per l’Italia va giù duro: “Chi semina vento raccoglie tempesta. Non è questo lo spirito costituente. La mancanza di spirito costituente e il tentativo di imporre la riforma della Costituzione come strategia finalizzata ad una legge elettorale tesa a consolidare in eterno il proprio primato ha come conseguenza la ribellione profonda fra gli stessi senatori Pd e Fi che investe temi delicatissimi per la vita della nazione. Tutto il contrario di quel che servirebbe per scrivere il testo della Costituzione”.

Questo il quadro, con Renzi sempre più sul filo del rasoio. Tant’è ne dica il premier, le dimissioni di Cottarelli, come la sua denuncia, sono gravi e devastanti.

Scrive Stefano Folli: “È una bomba che esplode sotto la credibilità del governo: all'interno e ovviamente rispetto all'Europa. Una volta di più si dimostra che il problema della spesa pubblica non è tecnico, ma tutto politico. Se manca la volontà di affrontarlo, al di là della retorica, non c'è Cottarelli che tenga”.

Dura minga!

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO