Libia: disposta la chiusura dello spazio aereo

I ribelli proclamano l'emirato islamico, continuano le violenze. Haftar: "Menzogne"


21 agosto, ore 13:00 Le autorità libiche hanno disposto la chiusura dello spazio aereo nel Paese a causa dei combattimenti attorno agli scali: lo riferiscono le autorità aeroportuali del Cairo. Due voli diretti a Tripoli e Misurata sono stati cancellati.

Scontri a Tripoli


Aggiornamento domenica 3 agosto 2014, ore 14.22 -

Continua la battaglia libica fra le milizie di Misurata e quelle di Zintan per il controllo dell'aeroporto di Tripoli: solo per la giornata di oggi si parla di un bilancio di almeno 22 morti, un dato rivelato il governo libico ad interim, secondo cui cannonate hanno colpito molte abitazioni, uccidendo anche civili e provocando la fuga di molti altri.

Ieri la prima sessione del nuovo parlamento libico si è tenuta per motivi di sicurezza nella città costiera di Tobruk: il paese sembra essere ripiombato nel caos post-Gheddafi, una embrionale guerra civile che rischia di compromettere totalmente i passi fatti fino ad oggi (seppur nell'incertezza elettorale, va detto).

L'aeroporto di Tripoli è un obiettivo fondamentale per le milizie islamiste, che sostengono di avere conquistato la base militare e l'aeroporto annesso a Bengasi e di avere istituito un "emirato islamico" su tutto il territorio libico in "fase di liberazione".

Gli islamisti libici: "Abbiamo istituito un nuovo emirato islamico"

La notizia è stata data ieri sera dalla tv degli Emirati Arabi al-Arabiya, che ha citato il portavoce di Ansar al-Sharia, gruppo jihadista legato ad Al Qaeda: in seguito alla conquista di Bengasi i ribelli islamisti hanno proclamato l'emirato islamico.

Mohammed al Zahawi, leader degli islamisti, questa mattina ne avrebbe dato annuncio in radio.

"Bengasi è sotto il nostro pieno controllo. Abbiamo proclamato l’emirato islamico"

la notizia, parafrasando il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, da ieri ufficialmente candidata come Lady Pesc, è ancora da confermare, ma certamente inquieta non poco l'escalation di violenze per mano dei ribelli islamisti e jihadisti nel nord della Libia.

Il paese africano sembra impossibilitato nel trovare anche una vaga pacificazione nella sua storia post-Gheddafi: anche Khalifa Haftar, il generale dissidente al governo libico che da aprile reprime le milizie islamiste in Cirenaica, ha parlato di "menzogna" degli islamisti dal suo buen retiro egiziano.

Una situazione, quella in Libia, assolutamente esplosiva e che rischia di rigettare il paese in una sanguinosa guerra civile: anche a Tripoli infatti sono ripresi gli scontri tra le milizie filo-islamiste di Misurata e quelle di Zintan per il controllo dell’aeroporto internazionale, dopo una breve tregua per spegnere l’incendio divampato in due depostiti di carburante centrati domenica da un razzo. Al momento sembra che l'aeroporto della capitale Tripoli sia stato distrutto.

I paesi vicini, vista l'escalation di violenza e l'incapacità delle autorità libiche a garantire la sicurezza nel paese, hanno lanciato un allarme per possibili attentati sulle loro città con gli aerei civili in mano alle milizie armate, tanto da far innalzare lo stato di allerta in diversi aeroporti internazionali. Secondo il quotidiano algerino Al Khabhar, citato da RaiNews, i servizi di sicurezza tunisini, algerini e marocchini avrebbero intensificato in questi ultimi giorni le consultazioni e i controlli sulla possibilità di eventuali attacchi aerei come quello dell'11 settembre 2001 a New York.

LIBYA-UNREST

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO