Manifestazione No Tav Terzo Valico: Feriti tra gli attivisti. Il Pd loda la polizia

ITALY-FRANCE-TRANSPORT-RAIL-DEMO
La manifestazione No Tav, tenutasi nei boschi dell'alessandrino lo scorso 30 luglio, ha registrato contusi e feriti tra gli attivisti che si oppongono alla costruzione dell'alta velocità.

La protesta era scattata in occasione degli espropri di sette porzioni di terreno, destinati ad essere inglobati nei cantieri di allargamento delle strade che collegheranno i lavori in corso ad Arquata e a Voltaggio. Tali lavori sono connessi alla costruzione della linea ferroviaria del Terzo Valico.

Le tensioni con gli agenti in tenuta antisommossa sono incominciate all'alba, quando i No Tav hanno formato una catena umana allo svincolo stradale che collega Arquata, Serravalle e la strada provinciale 161. La finalità del blocco stradale era quella di impedire gli espropri da parte del Cociv (Consorzio Collegamenti Integrati Veloci). Tuttavia, le operazioni di esproprio sono state portate a termine dopo che la polizia ha respinto gli attivisti.

I manifestanti, allora, si sono diretti nel bosco nella zona di Liberna. Ed è lì che la polizia ha fatto un uso massivo di lacrimogeni al gas Cs. Poco dopo sul posto sono arrivate le ambulanze per medicare i feriti e per assistere le persone colte da malori respiratori.

I No Tav hanno dichiarato gli espropri illegali, anche alla luce del fatto che i ricorsi del 2012, contro procedure analoghe a quelle di oggi, furono accettati.

Le proteste di cittadini e attivisti non nascono certo da oggi. L’infrastruttura è da molti anni oggetto di critiche di carattere ambientale ed ecologico. Inoltre, a provocare ostilità nei confronti della linea ferroviaria sono anche i costi, molto elevati in tempi di crisi economica.

Proprio su questo aspetto sono intervenuti i militanti del No Tav Terzo Valico in conferenza stampa. Gli attivisti hanno così commentato gli espropri:"Hanno offerto ai proprietari fino a cinque volte il prezzo di mercato dei loro terreni e delle loro case per raggiungere un accordo bonario. E, si badi bene, lo hanno fatto con soldi pubblici che dovrebbero essere utilizzati per scopi più nobili".

Non poteva mancare la risposta degli esponenti del Pd favorevoli alla Tav. I senatori Daniele Borioli, Federico Fornaro e Stefano Esposito hanno subito diffuso una nota sui fatti di Arquata e Serravalle. Dal comunicato stampa si legge:

"Esprimiamo apprezzamento per la professionalità e l’equilibrio con cui le Forze di polizia stanno facendo il loro dovere tra la Valle Scrivia e la Val Lemme. E al tempo stesso solidarietà alle maestranze che, in una situazione certo non semplice, svolgono il loro lavoro quotidiano presso i cantieri del Terzo Valico [..] Nessuno può rallegrarsi quando la realizzazione di una ferrovia, a causa di gruppi di facinorosi disposti ad alzare costantemente il livello dello scontro, diventa anche una questione di ordine pubblico [...] Ma ciò non significa perdere di vista il profilo delle responsabilità, che stanno tutte in capo a chi alimenta sistematicamente la violazione delle regole e si esalta nel “tumulto della battaglia”; non certo a chi, come le Forze dell’ordine, è chiamata al difficile lavoro di tutelare il rispetto e l’esercizio della legalità"

Dunque, ancora una volta viene ribadito il concetto che un manipolo di facinorosi e criminali cercherebbe di destabilizzare le "regole". A nostro avviso, invece, la scelta dell'alta velocità (sia nel caso del Terzo Valico sia nel caso della Torino-Lione) rimane segnata da un profondo deficit democratico e da episodi giudiziari che meritano quantomeno un approfondimento.

Scambiare un problema politico con un problema di ordine pubblico, come fanno i senatori del Pd, è un segnale che dovrebbe destare allarme in una democrazia matura. Ma questa, per quello che vale, è solo la nostra opinione.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO