Renzi, solo promesse? Il balletto degli 80 euro anticipa un autunno bollente

Ci risiamo con le promesse mancate, con gli annunci che non si traducono in fatti concreti, in questo caso in moneta sonante. Ci riferiamo, ovvio, ai famosi 80 euro la cui estensione ai pensionati e ai detentori di partita Iva era stata data per certa da Matteo Renzi e che oggi invece non è più garantita dallo stesso premier.

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Tutti sanno che i primi 80 euro promessi e dati hanno pesato sul piano elettorale alle ultime elezioni europee, certamente sono stati parte non secondaria del pieno fatto dal Pd renziano alle urne.

Ora, come non pochi avevano previsto, la coperta corta della nostra economia in panne non permette ulteriori elargizioni, anzi – lo dimostra il caso del commissario Cottarelli che minaccia di dimettersi perché le spese non sono coperte – sul capo degli italiani pesa il macigno di una nuova stangata di oltre 20 miliardi.

Renzi nega che ciò avvenga e garantisce che a fine agosto lo “sblocca-Italia” consentirà al nostro Paese di imboccare l’agognata via della ripresa. Dice Renzi: “Bisogna uscire dalla sindrome del no, in Senato sentivo urlare 'non si puo', non si puo', non voglio fare citazioni americane ma noi siamo quelli del 'si puo' fare. Basta con la logica del no". Giusto e sacrosanto. Ma, visti i precedenti e, appunto, la fine della storia degli 80 auro, chi crede adesso alle nuove promesse di Matteo Renzi?

Il nodo resta politico: una parte degli italiani rifiuta il Patto del Nazareno e ciò si proietta a livello parlamentare, dove pesano anche questioni di bottega, di poltrone e di privilegi mai schiodati.

Il fronte contro il Patto Renzi-Berlusconi unisce frange di Forza Italia (secondo le quali l’accordo con il premier-segretario è una trappola per l’ex Cav) con i “dissidenti” del Pd convinti che Matteo rimette in gioco l’ex premier di Arcore. In mezzo ci sono gli irriducibili di Sel e del M5S, poi i “centristi” certi che l’Italicum possa cancellarli alle urne. Il pentolone è quindi in ebollizione e tutto fa brodo per far saltare il coperchio. Si prevede un autunno caldo, anzi bollente.

La Cgil è pronta a dissotterrare l’ascia di guerra. Dice il segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone: "Il premier ha fatto un passo indietro sulla possibilità di estendere il bonus di 80 euro anche ai pensionati. Noi non ci stiamo, non si possono fare delle promesse così grosse e importanti senza poi mantenerle. La pazienza ha un limite ed è per questo che penso che non potremo più stare fermi. I pensionati hanno accettato l’idea di non avere subito gli 80 euro perché il premier gli ha detto che glieli avrebbe dati dopo. E’ una questione di giustizia sociale, così milioni di persone vengono del tutto dimenticate e invece avrebbero davvero bisogno di risposte dopo tanti anni in cui si sono fatte carico della crisi pagando di tasca propria".

Renzi farà spallucce e, con i “suoi” osannanti, si limiterà a dire. “Molti nemici molto onore”. Un film già visto?

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