Mrs Pesc: Georgieva è l'avversaria più temibile per Mogherini

Bulgarian Commissioner-designate Kristal
Nonostante l'impasse diplomatico, Matteo Renzi, giovedì scorso, ha ufficializzato la candidatura di Federica Mogerhini per la carica di l'Alto Rappresentante europeo agli affari esteri e vicepresidente della Commissione Ue. Così dopo il no degli Stati dell'Europa dell'Est, Inghilterra e Germania al nostro ministro, il braccio di ferro continua.

Le presunte posizioni filo-russe dell'Italia, a partire dalla questione del gasdotto South Stream, e una certa vicinanza al mondo arabo hanno generato un'opposizione molto forte, in ambito europeo, verso il nostro ministro degli esteri. Tale ostilità è stata accompagnata da una dura campagna di delegittimazione sui giornali anglosassoni: Financial Times, Economist e Wall Street Journal hanno bocciato senza appello Mogherini, definendola incapace ed inesperta. Hollande, per uscire dalla delicata situazione di stallo, ha suggerito il nome di Emma Bonino come soluzione alternativa. Ma il nostro presidente del Consiglio non vuol sentire ragioni: il nome per la carica a responsabile del Pesc non vuol farselo imporre da nessuno.

L'opposizione in ambito Ue alla titolare del nostro dicastero degli Esteri, però, non molla e organizza le sue contromosse. La principale minaccia per Mogherini, oggi, è rappresentata dalla bulgara Kristallina Georgieva. La sua candidatura al momento è solo ufficiosa, ma sembrerebbe raccogliere il favore del fronte dell'Est del continente.

Georgieva potrebbe perfino allargare il suo consenso, visto che dalla sua ha una grande esperienza in ambito internazionale. E' attuale Commissario alla cooperazione ed è stata vicedirettrice della Banca Mondiale. Più che una politica è un'economista prestata alla politica e ciò potrebbe essere un altro punto a suo vantaggio. Inoltre è una donna, dunque garantirebbe la quota femminile per la squadra dei neo Commissari, che il Presidente Juncker ha fissato a nove.

L'unico pericolo concreto per Georgieva è rappresentato del nuovo governo di Sofia. Infatti era appoggiata dal governo uscente, mentre quello attuale potrebbe cambiare idea. Ma staremo a vedere, la convenienza per la Bulgaria di appoggiarla potrebbe essere comunque più grande di qualsiasi ragione di parte.

Altro nome che circola insistentemente in questi ultimi giorni, come alternativa a Mogherini, è quello del ministro degli Esteri polacco: Radoslaw Sikorski. La sua candidatura, a differenza di quella della Commissaria bulgara, è stata formalmente ufficializzata. Ma a molti pare un bluff: sarebbe una strategia della Polonia per forzare la mano in Europa, al fine di ottenere la presidenza del Consiglio Ue. A Varsavia, infatti, in molti vorrebbero che tale carica fosse affidata a Donald Tusk: primo ministro della Polonia dal 2007.

Che Siroski sia poco credibile come candidato al Pesc è confermato da più elementi. Innanzitutto appartiene al Ppe e la carica, secondo accordi preventivi, spetterà ad un esponente del Pse. Inoltre, a giocare a suo sfavore c'è il fatto che è un uomo, e i suoi scivoloni a livello diplomatico con gli Usa e l'Inghilterra. A convincere poco è anche il premier polacco nel ruolo di presidente del Consiglio. Il suo operato, quando il suo paese ha assunto la presidenza della Ue nel 2011, non si è dimostato brillante.

I giochi per il Pesc rimangono aperti e le soluzione alternative prima del 30 agosto non mancheranno. E' probabile che qualcuno, per ora, voglia rimanere nelle retrovie, aspettando che si consumi un nuovo scontro, per poi uscire allo scoperto solo alla fine.

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