Renzi e Berlusconi, martedì il gran pranzo. Italiani a “bocca asciutta”?

Martedì prossimo è in programma il “gran” pranzo di lavoro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Molti, in particolare nel Pd e in Forza Italia, si augurano che qualche boccone vada … di traverso ai due leader, impegnati a fare il punto sullo stato del patto del Nazareno alla vigilia dell’avvio della discussione, di certo rovente, sull’Italicum.

Sotto la spinta dei dissidenti (pidì e centristi in primis) Renzi ieri ha rassicurato Sel sulla possibilità di modificare l’accordo, con un’apertura sulle preferenze e sulle soglie. Ma lo scoglio è l’ex Cav, stretto tra due sponde: quella degli "aperturisti" e quella dei forzisti decisi a non toccare la nuova legge elettorale prevista nel patto del Nazareno.

Scrive oggi nel suo consueto editoriale su Repubblica Eugenio Scalfari: “Berlusconi è ancora incerto e potrebbe anche romper gli indugi e puntare sul voto anticipato. Con quale legge elettorale? Anche con quella proporzionale lasciata come residuale dalla sentenza con la quale la Corte costituzionale abolì il Porcellum. La proporzionale non prevede alcun ballottaggio, quindi è su misura per Forza Italia. L'ipotesi dunque c'è, ma non credo che prevarrà. Alla fine l'ex Cavaliere preferirà fare il padre della patria fino al 2018, stipulando un'alleanza solida e piena e negoziando la sua agibilità politica. Quella economica per trattare gli affari delle sue aziende l'ha sempre avuta. Adesso vuole solo essere riconosciuto padre della patria. "E er popolo? Se gratta. E er resto? Va da sé". Qui siamo.

Ma, pure il nodo del Senato resta aperto. Prima ancora che il Senato chiuda la discussione sul disegno di legge sulle riforme costituzionali è già chiara una cosa: anche in caso di approvazione, questo provvedimento sarà sottoposto a referendum.

“Gli oltre cento senatori che l’altro ieri hanno denunciato in una lettera la violazione dei regolamenti parlamentari - dice il senatore dei Popolari per l’Italia Tito Di Maggio - dimostrano che per Renzi sarà impossibile ottenere l’approvazione del testo con almeno i due terzi dei voti di questo ramo del Parlamento. Gli italiani voteranno contro il nuovo Senato dei nominati, dei sindaci-senatori part-time, contro l’immunità parlamentare concessa ai consiglieri regionali e contro la folle architettura costituzionale che introduce assurde ripartizioni di competenze in materia di bilancio dello Stato, mentre – conclude Di Maggio – inserisce nella Carta fondamentale norme che andrebbero regolate con leggi ordinarie”.

renzi_fiducia_camera_645 Intanto il Paese reale resta in mezzo al guado, con la metà degli italiani a casa, senza neppure un giorno di ferie e con l’altra metà a tasche vuote. Basteranno gli auguri di “buone vacanze” del premier Renzi?

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