Libano, 8 soldati uccisi da quaedisti al confine con la Siria

E' sempre più tesa la situazione al confine tra Libano e Siria

8 soldati libanesi sono stati uccisi al confine tra Libano e Siria in seguito ad uno scontro a fuoco con alcuni miliziani rivoluzionari quaedisti siriani del Fronte Jabhat al-Nusra.

Gli scontri, avvenuti ieri nella regione di Aarsan, sarebbero cominciati in seguito all'arresto di un miliziano di al-Nusra (che fronteggia sia l'esercito ribelle che le truppe regolari di Assad in Siria nella sanguinosa guerra civile), sorpreso entro i confini del Libano e fermato dalle forze di Beirut.

Secondo un comunicato dell’esercito libanese citato da RaiNews le operazioni contro gli uomini armati nella regione orientale del Libano sono proseguite fino a stamattina ed avrebbero provocato anche diversi feriti. Dopo l’arresto del miliziano degli uomini armati avevano circondato il check-point libanese sul quale è stato successivamente aperto il fuoco. Nel mirino, sempre secondo RaiNews, sarebbe finito anche un commissariato di polizia, dove sono stati uccisi due civili.

Nella controffensiva libanese di questa notte 11 miliziani del fronte qaedista siriano sarebbero rimasti proprio per mano delle truppe libanesi al confine con la Siria. I soldati di Beirut hanno eliminato i miliziani nella loro avanzata nel Wadi Hamid, vicino Aarsal. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede a Londra legata agli attivisti delle opposizioni siriane e citata dall'AdnKronos, sarebbero invece una cinquantina i quaedisti uccisi dai libanesi.

Il governo libanese è molto preoccupato per le violenze in Siria, oramai da 5 anni, in particolare dall'istituzione del califfato islamico, momento dal quale l'esercito libanese è in mobilitazione permanente ed in costante pattugliamento dei propri confini con il deserto siriano. Nel timore dei libanesi c'è l'ipotesi che il fronte della guerra civile siriana possa allargarsi al vicino Libano (e la tragedia sarebbe grande per tutto il Medio Oriente e l'Europa).

L'allargamento del fronte siriano verso ovest, dopo lo sconfinamento, ad est, in Iraq e la conseguente istituzione dello Stato Islamico, califfato sotto il potere del "califfo" al-Badhdadi, è da tempo una delle preoccupazioni di Israele e Turchia, ma dall'affare armi chimiche sembra invece che il resto del mondo sia tornato a disinteressarsi completamente della immane tragedia siriana, un vero genocidio di società civile, una diaspora da 2 milioni di profughi ed una sanguinosa guerra civile combattuta su più fronti da tre contendenti determinatissimi a non cedere di un centimetro al nemico.

LEBANON-UNREST-SYRIA-CONFLICT-ARSAL

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