L'intervista a Repubblica di Matteo Renzi: "Mai un salvacondotto per Silvio Berlusconi"

"Niente voto anticipato, dopo le riforme duriamo 1000 mille giorni".

L'intervista di Matteo Renzi a Repubblica ha al centro due temi fondamentali: le riforme istituzionali e l'accordo con Silvio Berlusconi. E sono proprio i presunti lati oscuri del Patto del Nazareno al centro di una larga parte del colloquio tra il quotidiano e il primo ministro, che conferma che il patto tra i due è effettivamente scritto, ma che al suo interno non c'è nulla di diverso di quello che si legge negli atti parlamentari. E al giornalista che replica "troppo facile", Matteo Renzi risponde così:

"Ma vi pare che io firmi una cosa con Berlusconi e la metta in un cassetto? Questa è la tipica cultura del sospetto di una parte della sinistra. (...) Basta proporre passaggi impropri tra le riforme e le utilità del leader di Forza Italia. Dopo le riforme, torneremo a essere divisi. Anzi, facciamo le riforme proprio per evitare in futuro di essere costretti a governare insieme".

Un altro tema importante è quello della crescita economica che ancora nemmeno s'intravede, come come non si vede una ripresa dei consumi nonostante il bonus di 80 euro:

"A chi dice che gli 80 euro non hanno rilanciato i consumi, rispondo di aspettare i risultati consolidati. Ma si tratta di un fatto di giustizia sociale, il più grande aumento salariale degli ultimi anni. La crescita è negativa da tempo. Avviandosi verso lo zero darebbe segni di miglioramento. Comunque per me il metro chiave è il numero degli occupati. Anche questo mese siamo a + 50mila, ma non basta".

E ovviamente non può non esserci il tema chiave delle riforme del Senato e della legge elettorale:

"Sono trent'anni che facciamo dibattiti culturali, ora venuto il momento di decidere: facciamo politica, noi, non accademia. E in politica alla fine si decide. L'Italia non può più permettersi di coltivare il culto del "discussionismo" fine a se stesso. Si può essere d'accordo o meno, ma non si può sostenere che non ci sia stata sufficiente preparazione".

Una volta portate a termine le riforme, si può governare fino al 2018, niente elezioni anticipate.

"Il lavoro è partito e i mille giorni saranno presentati entro il mese di agosto. ma l'impianto complessivo possiamo costruirlo solo se c'è il passaggio preliminare delle riforme costituzionali. La mia scommessa è che questa legislatura sarà quinquennale".

Matteo Renzi a Porta a Porta 2 luglio 2014

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