Forza Italia entra nel governo Renzi?

La voce circola con insistenza; ma parte dei parlamentari di Fi è pronto alle barricate.

Il feeling tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi prosegue nonostante i difficili mesi delle riforme istituzionali tra loro due concordate, nonostante di mezzo ci siano state le elezioni europee e una mezza rivolta di entrambi i partiti. Feeling che uscirà probabilmente rafforzato dall'incontro che i due avranno domani a pranzo, per rimettere mano al patto del Nazareno e soprattutto alla riforma della legge elettorale, in cui si deve discutere della possibilità di alzare la soglia per ottenere il premio di maggioranza, delle preferenze e non solo.

Ma forse si parlerà anche di altro, di una possibilità che circola con sempre più insistenza nei corridoi e che non è certo fantascientifica, visto quanto accaduto negli ultimi due anni e mezzo: l'ingresso di Forza Italia nel governo Renzi. Una decisione che potrebbe venir presa per rafforzare l'esecutivo e tenerlo al riparo dalle tempeste che si prevedono per i prossimi mesi; e che Forza Italia non dovrebbe pagare più di tanto dal punto di vista elettorale, visto che tra i due partiti la collaborazione è già intensa.

Ad aprire alla possibilità di un iniziale appoggio esterno era stata Mariastella Gelmini, ormai entrata a pieno titolo nel cerchio magico berlusconiano: "Se Renzi a settembre proponesse provvedimenti di chiara impronta liberale, noi di Forza Italia siamo pronti a votarli. Ma non credo che questo accadrà". Il problema, semmai, è cosa succederebbe all'interno di un partito che è sempre in subbuglio, che mal sopporta le continue trattative con il governo guidato dal partito avversario e che nel caso si arrivasse addirittura a un ingresso nel governo è pronto alla scissione. Spiega il Fatto Quotidiano:

Se il disegno è la “maggioranza istituzionale” dieci, venti, trenta, forse addirittura 50 parlamentari, sarebbero pronti ad alzare la mano e ad uscire dalla porta principale. “La mia posizione è arcinota: io non l’avrei aiutato su queste riforme”, annota il toscano Maurizio Bianconi che conosce dal 1995 il “bischero Renzi”. Un disegno che, continua Bianconi con ilfattoquotidiano.it, “potrebbe innescare più che una scissione e creare un contenitore come alternativa a Renzi. Del resto, tengo a precisare, se il destino di Berlusconi è quello di collaborare con Renzi, parlo di Berlusconi non di Forza Italia…”.

Chissà se poi davvero i ribelli avrebbero la forza di rompere con Berlusconi, soprattutto visto quanto avvenuto nel passato (non solo Fini, anche il Ncd di Alfano non sembra destinato a stravolgere gli equilibri). Quello che si sa è che alla fine Berlusconi - per placare gli animi - potrebbe decidere per una via di mezzo tra l'appoggio esterno e l'ingresso nel governo. Ma non è detto che questo basti a fermare la ribellione guidata da Raffaele Fitto.

Silvio Berlusconi

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