Medio Oriente: gli Usa appoggiano Israele con armi, soldi e tecnologia

Glenn Greenwald, il giornalista che ha portato allo scoperto il caso Snowden, denuncia il ruolo americano


La posizione di Barack Obama, che venerdì scorso in conferenza stampa è intervenuto sulla crisi israelo-palestinese definendola "un fatto tragico", è stata commentata dal docente del Brooklyn College Corey Robin come quella di "un passante che commenta un disastro naturale, un evento incontrollabile".

Ora, che quello che sta accadendo a Gaza non sia in incontrollabile è piuttosto evidente, ma quello che non tutti sanno (anche se molti sospettavano) è il ruolo degli Stati Uniti come partner di Israele. Sì, è vero che non sempre l'amministrazione Usa – in particolar modo da quando è Segretario di Stato John Kerry – si è mostrata in sintonia con il governo israeliano, ma al di là di questi dissidi politici, tra i due Paesi c'è un legame decisamente solido.

A spiegarlo è Glenn Greenwald, il giornalista che ha fatto scoppiare lo scandalo NSA intervistando Edward Snowden, e proprio grazie ai documenti dell'NSA-gate ora può far luce su alcuni aspetti dei rapporti tra Usa e Israele.

Nella sua rubrica The Intercept, Greenwald spiega:

Il governo Usa da molto tempo fornisce una quantità spropositata di aiuti a Israele sotto forma di soldi, armi e tecnologie di sorveglianza che giocano un ruolo cruciale negli attacchi israeliani ai loro vicini […] Ogni volta che Israele attacca e massacra i civili palestinesi, si ripete lo stesso processo sia nei media americani che nel governo: il governo Usa fornisce a Israele le armi e interviene in sua difesa nelle sedi internazionali; il Congresso approva una risoluzione dopo l'altra in difesa di Israele; e poi i media americani fingono che il loro paese non abbia nulla a che fare con gli attacchi israeliani, come se si trattasse di un conflitto irrisolvibile tra due fazioni ugualmente intransigenti davanti a cui ciascun bravo americano non può far altro che alzare le mani in segno di resa.

La conclusione, basata sui documenti rivelati da Snowden, è che gli attacchi israeliani sarebbero impossibili senza il costante supporto e la protezione del governo americano, che è tutt'altro che neutrale, mentre la NSA continua ad aumentare i rapporti con la controparte israeliana, ISNU, fornendo tecnologie e dati, anche sugli obiettivi palestinesi.
E Obama è al suo fianco

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