Beppe Grillo contro Matteo Renzi: "È lui il vero gufo"

Dopo la pubblicazione dei dati Istat sulla recessione.

I dati Istat sulla recessione sono una vera e propria doccia fredda sul governo Renzi, che aveva puntato parecchio sulla possibilità che l'economia ripartisse anche grazie all'intervento ormai celebre degli 80 euro in busta paga. Dopo aver dato a destra e a manca dei gufi a chi prospettava periodi cupi per l'Italia, almeno dal punto di vista economico, ecco che adesso gli avversari del premier si prendono una piccola rivincita. A partire, ovviamente, da Beppe Grillo (apostrofato come "Beppe-gufo"), che non si fa mai mancare un'occasione per attaccare "Renzie", via post sul suo blog, in cui dà del "gufo" allo stesso premier e poi pubblica quanto scritto dai membri M5S della commissione bilancio della Camera.

"Nessuna slide propagandistica può nascondere la verità sostanziale: il Paese è fermo, è ufficialmente in recessione tecnica. L’Istat ha appena diramato il dato sulla (non) crescita dell’economia del secondo trimestre: il Pil fa segnare un -0,2% (-0,3 su base annua). Dunque, siamo al palo. L'Italia è in recessione. In queste ore le pressioni politiche sui vertici dell’Istituto di statistica si sono infittite. In fondo nulla è cambiato dai tempi in cui Tremonti ministro del Tesoro diceva che l’Istat trasmetteva “una rappresentazione discutibile della realtà”. I partiti credono di poter piegare tutto ai loro interessi, anche i numeri che arrivano da enti presunti terzi. Ma la verità è che, in ogni caso, la recessione tecnica sgretola ogni falsa rappresentazione allestita dal governo in un Def che è già carta straccia".

Il Movimento 5 Stelle quindi rialza la testa proprio nel giorno in cui, nonostante i progressi fatti sulla riforma del Senato, il governo vive uno dei suoi momenti più difficili.

E pensare che quando, in primavera, Renzi e il ministro dell’Economia Padoan previdero una crescita a +0,8% a fine 2014, aggiunsero che si trattava di una stima prudenziale. Oggi quel tasso di avanzamento del Pil è addirittura una chimera. I conti sono allo sbando, la logica dell’austerity continua a dominare e in autunno potrebbe scatenarsi una nuova tempesta finanziaria sul nostro debito. Nel frattempo troppe mani sembrano aggrapparsi al timone dell’economia, strattonandolo di qua e di là. Il commissario alla spending Carlo Cottarelli non ne può più di Renzi e vuole tornarsene nel sacro tempio degli affamatori che risponde al nome di Fmi. Anche i rapporti tra Padoan e il premier sono al lumicino, tanto che l’economista viene dato da molti in uscita dal governo.

Per il momento mancano dichiarazioni di Renzi sull'argomento, anche se è facile immaginare che il M5S continuerà a colpire duro sull'argomento. E le coperture per gli ulteriori interventi economici del governo sembrano essere sempre più a rischio.

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