Giappone: Shinzo Abe non esclude una guerra con la Cina

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Il governo ultra-conservatore nipponico, guidato dal premier Shinzo Abe, ha pubblicato ieri il Libro Bianco sulla Difesa. Nel documento c'è scritto a chiare lettere che Pechino rappresenta una minaccia e che i suoi sforzi di sabotare il diritto internazionale nel Mar cinese orientale "potrebbero portare a conseguenze non pianificate". Inoltre, sempre dal testo si legge: "L'atteggiamento pericoloso della Cina e gli atti irrazionali della Corea del Nord non saranno sottovalutati. A rischio la pace nella regione".

Tale presa di posizione, arriva dopo la decisione di stabilire la Zona di identificazione per la difesa aerea (Adiz) da parte del governo cinese nel 2013. La Zona, che estende i confini aerei del Dragone, è stata aspramente criticata anche da Washington. Inoltre, secondo gli analisti è proprio lì che potrebbe deflagrare un conflitto militare fra le due potenze da sempre rivali.

La zona aerea include anche le due isolette di Senkaku (Diaoyu in cinese), che attualmente sono sotto l'amministrazione del Sol Levante, pur essendo reclamate sia da Taiwan sia dalla Repubblica Popolare Cinese. Queste due nazioni rivendicano l'annessione del piccolo arcipelago alla luce di criteri storici e geografici.

Il Giappone ha espresso anche profonda preoccupazione per l'innalzamento delle spese militari da parte della Cina. In questo modo, Abe ha voluto giustificare la sua politica tesa al riarmo e la storica decisione di modificare la Costituzione pacifista del paese. In base alla revisione dell'articolo 9, le forze armate saranno legittimate a compiere azioni militari anche senza la presenza di una minaccia diretta contro i propri confini nazionali e in difesa di alleati sotto attacco. In precedenza, invece, potevano intervenire soltanto in caso di aggressione da parte di eserciti stranieri.

Così Abe, che non ha mai fatto mistero della sua visione nazionalista, torna a puntare il dito contro i nemici in un momento di difficoltà: il suo esecutivo è in perdita di consensi. A tale riguardo, ricordiamo che il presidente si è detto pronto a riaprire 48 reattori nucleari. Dopo il grave incidente di Fukushima, come prevedibile, ciò ha destato molta preoccupazione nell'opinione pubblica e ha determinato la sconfitta alle recenti elezioni provinciali del Partito Liberal Democratico. Inoltre, dobbiamo evidenziare che il governo ha dovuto comunicare ai cittadini il taglio delle previsioni sulla crescita economica reale per l’anno fiscale 2014: sono state abbassate al +1,2%, rispetto all'1,4% iniziale.

Tuttavia, al di là della politica interna, la maggioranza dei giapponesi non ha nessuna intenzione di subire l'egemonia della Cina. La competizione fra i due paesi non è confinata solo all'Asia, cresce anche sul mercato globale: in particolare in Africa e in America Latina. Per il momento Pechino è avvantaggiata nell'esportazione dei prodotti a basso costo e nella costruzione delle infrastrutture, ma non è detto che in futuro non possa sfidare il Giappone anche su merci di qualità superiore.

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