Putin risponde alle sanzioni: Vietate importazioni agroalimentari Ue e Usa

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Mosca non ha intenzione di subire passivamente le nuove sanzioni di Ue e Usa, decise in seguito alla crisi in Ucraina. Così, dopo il blocco dei visti e il congelamento dei patrimoni da parte dall'occidente, l'ufficio stampa del Cremlino ha reso noto che il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che nega o limita l'importazione di prodotti agricoli provenienti da quei paesi che hanno stabilito misure punitive nei confronti della Russia.

Dal testo, diffuso dall'agenzia stampa RIA Novosti, si legge che il blocco sarà cogente per un anno e che è stato predisposto "nella difesa degli interessi nazionali della Federazione russa", in risposta a quegli Stati che "hanno deciso di applicare sanzioni economiche nei riguardi di persone giuridiche e/o fisiche russe o che hanno aderito a tale decisione". Il Cremlino, inoltre, si riserva di ridurre o di estendere la durata del provvedimento in base al comportamento che terranno i suoi avversari internazionali e all'impatto che avrà sull'economia interna. Ad essere toccati dalla scelta di Mosca, oltre a Stati Uniti e Unione Europea, saranno anche Canada, Australia, Giappone, Svizzera e Corea del Sud.

La Russia ha già sospeso l'importazione di molti prodotti: dai latticini dell'Ucraina alla carne australiana. La scelta, però, comporta dei rischi, tra i quali un ulteriore aumento dei prezzi in un paese che ha un tasso di inflazione già al 7%. A tale riguardo, evidenziamo che è stata proprio la Banca Centrale della Russia a mettere subito in guardia dalle conseguenze del decreto: gli effetti sull'economia interna potrebbero essere difficilmente controllabili.

Per questo motivo, Putin ha già elaborato tre mosse anti-inflazione: proverà a far stilare una "lista razionale" dei prodotti che non potranno superare le frontiere (al fine di non squilibrare troppo i mercati), metterà appunto un piano per stimolare la produzione interna e infine tenterà di aumentare le importazioni da Ecuador, Brasile, Cile e Argentina.

La reazione di Washington non si è fatta attendere. Laura Lucas Magnuson, un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, ha dichiarato: "Attuare misure di ritorsione nei confronti dei paesi occidentali renderà ancora più palese l'isolamento internazionale della Russia, causando ulteriori danni alla propria economia". Da Bruxelles, invece, per ora non sono arrivati commenti ufficiali.

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