Mario Draghi: «Cedere sovranità sulle riforme strutturali»

Dopo la riunione d'agosto della Bce, in conferenza stampa il Presidente non le manda a dire. Ma non fa che ribadire un concetto anche troppo noto

Le frasi di Mario Draghi di oggi, pronunciate durante la conferenza stampa che seguiva la riunione d'agosto della Banca centrale europea, non lasciano molto spazio alle interpretazioni, diciamolo pure senza mezzi termini. Ma cosa ha detto, veramente, Mario Draghi?

La frase originale è questa (qui la trascrizione integrale del discorso introduttivo e del cosiddetto Q&A):

I said several times that it’s probably high time now to start sharing sovereignty in that area, as well, taking the structural reforms area in the marketplace, product reforms, single market legislation, implementation, and labor market reforms under common union discipline, under -- in other words, trying to replicate our success in the budgetary area, also in the structural reforms.

Il significato è chiaro:

«Ho detto più volte che è giunto il momento di condividere sovranità in quell'area [l'area delle riforme strutturali, ndr], prendendo l'area delle riforme strutturali nel mercato, riforme sui prodotti, legislazioni sui singoli mercati, implementazioni e riforme del mercato del lavoro sotto una disciplina comune dell'unione, sotto -- in altre parole, cercando di replicare il nostro successo nell'area del bilancio, anche nell'area delle riforme».

E' un concetto che è stato ripetuto alla nausea da Draghi, anche in passato, non è niente di nuovo, anche se adesso fa più scalpore. O quasi, perché ormai a questo tipo di dichiarazioni siamo assuefatti.

Renzi è riuscito a trovarci del buono:

«Io sono d'accordo con Draghi. Il presidente della Bce ha detto una cosa sacrosanta: abbiamo bisogno di rimettere in ordine l'Italia per farla diventare più competitiva. Per questo motivo servono le riforme. Con le quali l'Italia torna a crescere e a volare»

E sulla sovranità ha aggiunto:

«[Draghi, ndr] Ha fatto un ragionamento più ampio sull'Europa. Non ha detto che l'Italia deve andare verso una cessione di sovranità, ha parlato di Eurozona».

L'arte della tetrapiloctomia renziana avanza.

Ma l'Italia fa parte dell'Eurozona. Ed è l'Italia che si trova tecnicamente in recessione e che deve fare queste benedette riforme strutturali (che, per inciso, non erano quella del Senato).

Renzi appare, nella risposta al Presidente della Bce, del tutto inadeguato. Draghi sta parlando di cessione della sovranità alla Commissione europea. Lo dice chiaramente, senza nascondersi dietro a giri di parole.

Una dichiarazione del genere richiederebbe una risposta di ben altra levatura e non certo plaudente.

Una dichiarazione del genere richiederebbe che ci si soffermasse su quali sono le riforme che Draghi vorrebbe imposte (condivise, ma solo in un senso, naturalmente). Quelle, appunto, sul mercato del lavoro, sui prodotti, sui mercati. Non le riformette che portano avanti gli pseudo-padri costituenti.

Sulle riforme strutturali, il governo Renzi appare semplicemente incapace di rispondere all'Europa, e i media nostrani di spiegarle.

Mario Draghi - Bce

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