Riforme, finito l’esame degli emendamenti al ddl Boschi: domani si vota

Il voto sulle riforme andrà avanti a oltranza. La bagarre scatenata in aula dal Movimento 5 Stelle è costata l’espulsione al senatore Stefano Lucidi

Dopo l’esame degli emendamenti che si è concluso dopo le 19:30, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha annunciato che le dichiarazioni di voto per l’approvazione della riforma, in prima lettura, avranno inizio domani mattina alle 09:30. La seduta andrà avanti a oltranza fino al voto finale e fino all’esaurimento di tutti gli emendamenti.

Intanto quest’oggi, a Palazzo Madama, c’è stata bagarre. Il Movimento Cinque Stelle che si è chiamato fuori dalle votazioni ha continuato a protestare. Il senatore Stefano Lucidi è stato espulso dall’aula per intemperanze. La scintilla che ha fatto scatenare la plateale protesta di Lucidi – che prima si è aggrappato ai banchi e poi ha fatto resistenza ai commessi che lo trascinavano fuori – è stato il disaccordo sui tempi per presentare sub emendamenti alle modifiche apportate dai relatori.

Il Movimento 5 Stelle ha accusato Grasso di “atteggiamenti di servilismo verso maggioranza e governo e atteggiamenti inaccettabili nei confronti dell'opposizione”.

Fra gli articoli approvati da Palazzo Madama ci sono l’articolo 10 che riscrive l’iter di formazione delle leggi previsto dalla Costituzione: la Camera dei deputati avrà il compito di legiferare, il Senato in casi specifici come riguardo a leggi specifiche come quelle costituzionali. Per quanto riguarda i referendum le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare passano da 250 a 150mila, mentre restano 500mila quelle necessarie per un referendum abrogativo, ferma restando l’opzione di un quorum più basso se ne vengono raccolte 800mila.

Fra le riforme che riguardano il Titolo V è passato un emendamento di Ncd che prevede che Regioni e Comuni e Città metropolitane possano essere commissariate dal governo se in una situazione di dissesto di bilancio. Anche l’elezione dei membri della Consulta cambia: sarà formata per un terzo da componenti nominati dal presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature, tre dalla Camera dei Deputati e due dal Senato della Repubblica.

Il capogruppo del M5S al Senato, Vito Petrocelli, ha denunciato il fenomeno dei pianisti: il senatore pentastellato ha denunciato palline inserite anche in assenza dei senatori, ma Grasso ha stigmatizzato l’accaduto riferendo come le votazioni si siano svolte in maniera regolare.

General view of the Senate at Rome's Pal

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