Riforma del senato: cosa cambia per i referendum

Cambiano le regole per la raccolta firme e il quorum

La riforma del Senato che, con tutta probabilità, verrà varata oggi con il voto finale a Palazzo Madama porterà con sé anche delle novità per l'istituto del referendum. E non parliamo del probabile e forse inevitabile referendum confermativo a cui la riforma verrà sottoposta – e a cui il governo guarda con ottimismo, sicuro di non ripetere l'esperienza fatta dal centrodestra nel 2006, quando dopo aver approvato la riforma costituzionale in Parlamento se la vide bocciare dalla consultazione popolare.

La riforma della Carta Costituzionale – riforma che solo per semplificazione giornalistica viene definita "del Senato", ma che in realtà tocca anche Titolo V ed elezione del presidente della Repubblica, per dirne solo due – andrà quindi a toccare anche l'istituto del referendum, allo scopo – secondo il governo – di migliorare le funzioni di uno strumento che obiettivamente negli ultimi anni si è decisamente appannato, salvo alcune eccezioni.

Ecco quindi nel dettaglio cosa cambia per i referendum:
Raccolta firme. Nella prima stesura del ddl era previsto un innalzamento del numero di firme necessario per i referendum, da 500.000 a 1 milione. Questa norma non è passata, quindi resta il tetto minimo di mezzo milione di firme, ma se le firme raccolte saranno più di 800.000, si abbasserà il quorum necessario per l'approvazione dei quesiti. Non più il 50% più 1 degli aventi diritto, ma la maggioranza dei votanti all'ultima tornata elettorale. Per i referendum con numero di firme raccolte comprese tra 500.000 e 800.000 resta tutto uguale.

Referendum propositivi e di indirizzo. La principale novità del ddl è l'introduzione del referendum propositivo, che si andrà ad aggiungere a quello abrogativo (finora l'unico previsto dalla nostra legislazione, a parte quello costituzionale). I dettagli sono ancora da stabilire.

Leggi di iniziativa popolare. La prima stesura del ddl prevedeva un innalzamento da 50.000 a 250.000 delle firme necessarie per la presentazione di una legge di iniziativa popolare. Con l'approvazione di un emendamento, si è arrivati a una quota intermedia di 150.000.

Referendum abrogativo. Novità infine anche nel merito dei referendum abrogativi: nelle richieste di abolizione presentate sotto forma di referendum, non potrà essere esclusa solo una parte di una norma secondo quanto stabilito da alcune sentenze recenti della Cassazione.
Referendum Scuola Bologna 26 maggio 2013

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO