“Viaggio in un’Italia diversa”, Telese vs Vespa a “Faccia a faccia”

da Roma

Li avevamo lasciati così a Tetris qualche mese fa: “Impari il mestiere”; “Lo conosco, lo conosco”. Oggi negli studi di Radio Rai a via Asiago a Roma, il faccia a faccia tra Vespa e Telese prosegue: va in scena il secondo atto in occasione della presentazione del nuovo libro del conduttore di Porta a Porta “Viaggio in un’Italia diversa” (Mondadori, 478 pp, 19,50 euro) nell’ambito della trasmissione condotta per questa settimana dal notista politico del Giornale.

I toni inizialmente sono diversi rispetto all’ultima volta: pacati, cordiali. Vespa racconta il suo “BigMac” (il copyright è di Telese): “Un viaggio da cronista da Lampedusa al Nord-est: dagli immigrati al centro dello sviluppo italiano passando per Napoli, per i supermercati italiani, per la povertà”. Un viaggio, insomma, che dimostra secondo l’autore, le cause di una svolta radicale che in aprile ha segnato il nostro Paese: “Gli italiani si erano scocciati di Governi che non decidevano. Non decideva Berlusconi nel 2001 per le continue frizioni nella maggioranza così come non decideva Prodi nel 2006 a causa dell’ampia coalizione che si ritrovava”.

“E lei per chi ha votato?”, chiede Telese. “Non lo dico. Pensi, non lo sa nemmeno mia moglie. Mio figlio ha cercato più volte di scoprirlo ma da me non lo saprà mai”. Il conduttore di Tetris si fa allora più cattivo: “Ma è vero che entrato in Rai grazie ad una raccomandazione di un politico democristiano?”. E Vespa battendo il pugno sul tavolo: “E no, ora mi incazzo: ho vinto un regolare concorso! Anzi, i raccomandati volevano rubarmi il posto”. E così, parlando di colleghi, il discorso passa su Emilio Fede.

Alla Stampa, il direttore del Tg4 stamani ha confessato che il comportamento del collega Bruno quando Berlusconi si è confuso e lo ha chiamato Fede, non è stato poi così “carino”. Replica di Vespa: “Vero: i colleghi anziani si rispettano”. E ancora: “Auguro a Fede di far per almeno una volta i miei ascolti”. E se Fede alla Stampa dice: “Quando ero in Rai qualcuno ci chiamava “Emilio Vespa” e “Bruno Fede”. Ci somigliamo fisicamente: economicamente no, è molto più ricco di me”, il conduttore di Porta a Porta nega: “Nooooooo è molto più bello di me”. “Ma con un milione di euro all’anno cosa ci fa?”, lo incalza Telese. “Ho una vita molto confortevole”. “E’ potente?”, domanda. “Leggende metropolitane”, risponde scocciato. “Anche se al ristorante o a teatro – racconta - non mi è mai stato detto che non c’era posto”.

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