Turchia, Erdogan eletto Presidente

Prime elezioni presidenziali a suffragio universale della storia del Paese: il premier Erdogan trionfa al primo turno con il 52%

Recep Tayyip Ergodan è il nuovo presidente della Turchia. Nelle prime elezioni a suffragio universale nella storia della Turchia l'ex premier Erdogan, al potere da 12 anni, ha trionfato con il 52% dei consensi al termine di una campagna elettorale spettacolare e dai toni epici, quasi lirici.

Secondo i calcoli resi noti dalla tv di Stato, al 97% delle sezioni scrutinate Erdogan era in testa con il 52% dei voti e superando quota 50, ha vinto senza dover ricorrere al ballottaggio. L'affluenza si è attestata al 76,6%. Superando quota 50, Erdogan ha vinto senza dover ricorrere al ballottaggio.

Il principale candidato dell'opposizione a Erdogan, Ekmeleddin Ihsanoglu, si è fermato al 38,6% mentre l'outsider curdo Selahattin Demirtas, molto noto all'estero come intellettuale e decisamente sconosciuto in Turchia, si è fermato al 9,2% (il 10% sarebbe stato definito un "risultato straordinario").

Erdogan era dato già vincente da settimane, i sondaggi mostravano chiaramente il vantaggio del premier Turco sui due contendenti, anche se in origine non poteva candidarsi per vincoli costituzionali.

Le modifiche alla Costituzione ed alla legge elettorale turca, cambiata in senso presidenziale, hanno permesso a Erdogan di candidarsi Presidente, figura sulla quale sono stati accentrati i poteri che prima erano dell'esecutivo, anche perchè non avrebbe potuto nemmeno correre come primo ministro. Erdogan sarà presidente per un mandato di 5 anni, rinnovabile una sola volta: potrebbe dunque detenere il potere per altri 10 anni, che farebbero 22 con quelli già trascorsi come primo ministro.

L'ex premier potrà entrare così a Palazzo Cankaya, l'edificio presidenziale costruito quasi un secolo fa per il fondatore della repubblica turca Mustafa Kemal Ataturk: il voto di oggi era visto da Erdogan stesso come un vero e proprio referendum popolare su di lui, sul suo operato e sulla riforma Costituzionale (che l'opposizione sostiene essere troppo accentratrice di potere nelle mani di un sol uomo).

In particolare le critiche al premier erano montate durante la repressione nei giorni di Gezi Park minando l'immagine del premier ad un anno dalle elezioni, uno svantaggio recuperato grazie alla campagna elettorale massiccia, dai toni quasi lirici, e dalla macchina propagandistica messa in campo.

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