Renzi: "Le riforme le decide il governo". L'Ue: necessario intervenire

Dopo il raduno scout, il premier rilascia interviste a tutto spiano su temi di politica interna ed economica


Aggiornamento 18:00 L'Ue risponde a Renzi tramite un portavoce della Commissione europea.

È con le riforme strutturali, efficacemente attuate, che si creano le condizioni per crescita e occupazione in Italia, come detto nelle raccomandazioni verso cui l'Italia si è già impegnata. Ma l'attuazione delle riforme è questione che riguarda lo Stato.

Il premier Renzi fa la voce grossa contro Mario Draghi e l'Unione Europea, dopo il richiamo dei giorni scorsi e per farlo sceglie le pagine del Financial Times, il più prestigioso quotidiano finanziario europeo.

Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di fare le riforme ma come le faremo lo deciderò io, non la Troika, non la Bce, non la Commissione Europea. Farò io stesso le riforme perchè l'Italia non ha bisogno di altri che spieghino cosa fare"

Insomma, da un lato rassicura i partner europei che l'Italia è impegnata nel cammino delle riforme, ma dall'altro rassicura gli italiani che solo il governo deciderà tempi e modi delle riforme, senza accettare ingerenze dall'Europa. Una strategia non nuova, adottata praticamente da tutti i predecessori di Renzi a Palazzo Chigi, anche se l'attuale premier usa come suo solito un linguaggio più diretto, rivendicando poi la riforma del Senato e specificando che "neanche nelle dittature" si fanno riforme così velocemente.

Stesso discorso per il tetto del 3% nel rapporto deficit Pil, Renzi assicura che l'Italia non lo sforerà (anche se la previsione del 2,6% è utopistica) ma sottolinea che è un parametro ormai senza senso.

Non ho intenzione di superare il tetto del 3%. Speriamo di aver una crescita migliore nella seconda metà e chiudere con un deficit al 2,9%. Quella del 3% è un regola vecchia ma è una questione di credibilità e reputazione per l'Italia anche se altri lo supereranno

Il raduno scout di San Rossore, sarà che gioca in casa, rende il premier più battagliero, così oltre che al FT si concede anche alla Stampa, rivendicando la riforma del Senato e dandone il merito al Capo dello Stato e alla "sua lungimiranza".

Infine, in un colloquio con la rivista on-line dell'Agesci, Renzi spiega di essere pronto a farsi rottamare

i politici devono essere come lo yogurt: a un certo punto devono scadere, non lo puoi fare per sempre. Vale anche per me, per me è già iniziato il conto alla rovescia per essere rottamato io. Non puoi continuare a pensare, come succede in Italia, che inizi a fare politica a vent’anni e finisci a 80. E finisci magari perché ti mandano via a calci nel didietro.

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