Argentina: non default ma decisione di un giudice USA a favore degli speculatori. #Griesafault

L'Argentina era perfettamente in grado di pagare i suoi creditori, ma le è stato impedito

Reproduction of the Patacon bond, that Buenos Aire

La diffusione delle notizie è veloce. I titoli sono importanti, quasi più di quanto si scrive in un pezzo, perché, nel mondo social e notizie-spazzatura, sono i titoli che rimangono impressi e raccontano realtà parziali, limitate, prive della possibilità di approfondire.

Quando si parlò di Argentina, su Blogo titolammo così: Argentina in default. Ma è giallo. Ora è il momento di spiegare per bene perché è giallo.

E per farlo useremo uno scritto di un premio Nobel per l'economia, Joseph Stiglitz, in collaborazione con Martin Guzman.

«I media l'hanno chiamato default»

scrivono i due.

Ma non è andata così. Anzi. . Il governo argentino aveva depositato 539 milioni di dollari nella banca di New York Mellon pochi giorni prima della scadenza del pagamento semestrale ai creditori dei bond argentini dopo la ristrutturazione del debito seguita all'ultimo default, quello del 2001.

E allora, se i soldi c'erano, perché l'Argentina non ha pagato?

Semplice. La banca non ha potuto trasferire i fondi ai creditori, perché bloccato dalla decisione del giudice federale USA Thomas Griesa.

Il quale ha stabilito che i fondi dovessero essere bloccati, appunto, perché l'Aregentina non deve poter pagare i creditori che hanno accettato la ristrutturazione del debito finché non avrà pagato quelli che l'avevano rifiutata.

Di chi si tratta? Di speculatori. Che non hanno accettato la ristrutturazione per ottenere più soldi. In particolare, NML Capital, del fondo d'investimento elliot Management, gestito da Poul Singer, aveva acquistato 48 milioni di dollari di bond nel 2008 (già acquistati da altri speculatori a prezzo ridottissimo rispetto al loro valore nel 2001).

Ora, secondo il giudice Griesa, questo fondo dovrebbe ricevere – a scapito di tutti gli altri – 832 milioni di dollari dal governo argentino. Con una rendita superiore al 1600%.

Su Twitter, la cosa si è diffusa con l'hashtag #Griesafault, che Stiglitz e Guzman definiscono, giustamente, molto più appropriato dei tanti titoli che si sono visti sui media nei giorni passati.


E' la prima volta nella storia – scrive ancora Stiglitz – che uno stato era nelle condizioni e aveva la volontà di pagare i suoi creditori ma viene bloccato da un giudice.

La questione, ora, è nelle mani della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia, anche se per Obama l'Argentina dovrebbe risolvere i suoi problemi direttamente con i creditori. Speculatori o meno.

Se la situazione non si sbloccherà, è ovvio che si verificherà tecnicamente il default. Ma sarà stato causato, è bene dirlo, da un fondo di investimento americano speculativo e da un giudice, sempre americano.

Le notizie vanno date, approfondite e ponderate. Anche con lentezza, se serve.

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