Noa: "No Tav si uniscano ai gruppi di azione armata"

No Tav arriva Alfano e arriva l'esercito
Ci risiamo. Questa mattina è arrivata l'ennesima lettera all'Ansa di Torino firmata dai Noa (Nuclei Operativi Armati). L'ultimo episodio del genere risale al 19 febbraio scorso, ma potremmo anche sbagliarci, perché di lettere che invitano i No Tav alla lotta armata ne sono state recapitate parecchie alla stampa.

Il documento è stato scritto al computer ed esordisce così: "Come era prevedibile, la lotta popolare contro il Tav in Val di Susa è stata portata alla sconfitta da una strategia politica completamente sbagliata. Avevamo avvertito i compagni leninisti che senza un’azione di forte rottura nei metodi, il sistema borghese avrebbe messo a tacere e represso il Movimento”. Successivamente si fa riferimento ad un incontro tra i presunti anarchici dei Noa e alcuni esponenti del movimento che lotta contro la costruzione dell'alta velocità.

Vengono attaccati, poi, gli attivisti del centro sociale torinese Askatasuna, da sempre a fianco dei No Tav, definiti dei "borghesucci". Inoltre viene menzionato anche il Governo Renzi, considerato peggiore di quelli a guida Berlusconi.

Infine, la lettera si conclude evidenziando che "addestramenti strategici e operativi" sono in corso e che si preannuncia "un settembre di fuoco".

Pronta la reazione del responsabile sicurezza del Pd, Emanuele Fiano, che in una nota ha sottolineato che gli autori del documento intimidatorio "si troveranno di fronte un panorama politico e un governo pronti a contrastare qualsiasi deriva violenta e antidemocratica".

Delle indagini sui Noa sono già in corso, ma per ora non hanno sortito risultati. In ogni caso, tutta la vicenda come al solito lascia aperte molte perplessità. Pur non volendo sottovalutare certi segnali, ci pare molto difficile che un gruppo che annuncia la lotta armata continui ad inviare lettere all'Ansa. In questo ci vediamo dei tratti di mitomania più che di pericolo reale.

Inoltre, quali sponde potrebbe concretamente trovare un gruppo "rivoluzionario", che usa un lessico molto datato, in un movimento che ha sempre agito alla luce del sole? Dalle assemblee agli atti di resistenza civile, i No Tav hanno sempre manifestato pubblicamente il loro dissenso. Scelta, questa, che non risponde solo a ragioni etiche, ma anche politiche, visto che l'obiettivo è sempre stato quello di incidere sulla sensibilità dell'opinione pubblica italiana.

Quello che appare strano, invece, è che certi documenti anonimi arrivino sempre in concomitanza di importanti appuntamenti per il movimento. Ricordiamo, a tale proposito, che la lettera del febbraio scorso è stata recapitata all'Ansa pochi giorni prima delle manifestazioni nazionali indette dai No Tav.

La lettera recapitata in queste ore, invece, è arrivata dopo un'estate di protesta che ha visto come al solito una grande partecipazione in Val Susa, tanto che è stata indetta una nuova serie di ulteriori manifestazioni e iniziative per l'inizio di settembre.

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