Scintille nel Pd: Marco Follini e Walter Veltroni ai "ferri corti"

Bomba atomica o bomba a mano? Comunque il botto lo fa. Se non altro alza un gran polverone per non vederci (e capirci) più niente.

A meno di 10 giorni dalla manifestazione del 25 ottobre scoppia la grana Follini. “Potrei non andare in piazza”, chiosa l’ex segretario dell’Udc. In questi casi il condizionale è come mettere il laccio al collo del proprio nemico e vedere come si comporta. Se non obbedisce, si tira e c’è lo strappo.

Ora, Marco Follini, persona colta e dabbene nonché democristiano di ottima scuola e di lungo corso, non è nuovo agli strappi: ne sanno qualcosa Berlusconi e Casini. E spesso si “spende”, cioè non teme di uscire allo scoperto, senza timore di dovere poi pagare personalmente un prezzo salato.

Inoltre, e non è poco, Marco spesso c’azzecca. Almeno nell’avvertimento ai “suoi”.

“Sono convinto – dice oggi Follini ad Affaritaliani.it – che di qui alle Europee dobbiamo fare una campagna elettorale che parli in modo convincente a quella parte di elettorato che non ci ha votato. Quindi dobbiamo evitare di radicalizzare la nostra posizione, offrire argomenti e una solida sponda a quanti avendo votato Centrodestra cominciano ad avvertire qualche dubbio sulle loro scelte. Ecco perché ho invitato il mio partito a pensarci meglio, rispetto alla manifestazione del 25 ottobre”.

Non si fa attendere la risposta di Walter Veltroni, che al TG 5 taglia corto: “Basta paure, il 25 ottobre il Pd sarà in piazza per cambiare l’Italia”.

Nel frattempo la realtà, quella realtà dei fatti cui si richiamava sempre Antonio Gramsci, dice questo: Berlusconi (come già anticipato dal nostro Luca Landoni) è al massimo del gradimento nei sondaggi Ipr marketing per Repubblica.it e Tremonti, Gelmini, Brunetta sono ai sette cieli; la Caritas critica il governo per le misure anti crisi inefficaci e parla di 15 milioni di italiani a rischio povertà.

E il Pd si gingilla nello “stop and go”. Possibile che Follini non abbia la possibilità di dire la sua “dentro” gli organismi dirigenti del partito? Chi ha deciso la manifestazione del 25 ottobre?

Non si può rimpiangere il “centralismo democratico” del Pci, ma qui si esagera nell’andare in ordine sparso, a caccia di mosche.

E’ la democrazia, bellezza! No, è un gran casino, (ex) compagni ed (ex) amici. Veltroni vuole portare al Circo Massimo a Roma quel milione di persone per una tregua, tirare il fiato, far calmare le acque interne.

Una tregua armata in vista del redde rationem delle elezioni amministrative e di quelle europee. Follini predica al vento. Ma Veltroni ha un nemico in più. La fila s’allunga.

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