Alfano “alza il tiro”: azione politica per il nuovo partito unitario dei “Popolari” o sterile propaganda?

Le ultime uscite di Angelino Alfano sulla cancellazione dell’articolo 18 e sul proibire le spiagge italiane ai “vu cumprà” sanno di minestra riscaldata, esternazioni ferragostiane.

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Il ministro degli interni cerca spazio politico per rilanciare il proprio ruolo e quello del Ncd ma la sua azione, oltre che tardiva e monca, appare strumentale, fine a se stessa, senza seguito sulla tenuta del governo.

Alfano si esercita nell’antica arte povera degli sconfitti: fa il “can che abbaia” ma non morde, limitandosi alla propaganda e non intaccando minimamente gli attuali assetti politici.

Può fare di più? Il leader di Ncd sa bene che in questa maggioranza conta come il due di coppe e che con questo premier simili uscite sono solo un boomerang. Alfano, uomo colto e mite nonché politico fine e preparato, prova a riscoprire l’orgoglio sopito del democristiano mai pentito, ma lancia sempre il sasso e poi ritira la mano rimanendo nel pantano, con il rischio di restare inconsistente gregario.

Angelino, delfino mancato di Berlusconi, sa bene che rimanere nella maggioranza di governo è l’unica possibilità di sopravvivenza. Dice il direttore de Il Garantista Piero Sansonetti. “ L’Ncd esiste solo nella misura in cui garantisce la sopravvivenza del governo. Nel momento in cui non la garantisse più, smettendo di appoggiare il renzismo, non esisterebbe più il patito. Per questo Alfano sta cercando di garantirsi degli spazi, forse però dovrebbe inventarsi qualcosa di più fantasioso”.

Già, la morsa del patto del Nazareno fra Renzi e Berlusconi stringe sempre di più e rischia di stritolare chi è fuori dall’asse Pd- Forza Italia, due partiti personali, l’uno al governo l’altro all’opposizione, ma entrambi padroni del campo di gioco. Se, dopo la riforma del Senato va in porto l’Italicum, per Alfano (così come per gli altri partitini) non c’è scampo. Allora?

L’unica via d’uscita è la ricostruzione del campo dei “moderati”, il nuovo partito dei Popolari italiani – con Berlusconi fuori - nell’alveo del PPE. Ma il progetto politico e organizzativo dov’è? Chi tira le fila? I tempi sono stretti e con tutti i galletti che cantano (stonano) non si fa mai giorno. La prateria immensa degli elettori delusi moderati è immensa, attestata nel limbo scomodo e inutile dell’astensionismo.

Quante pallottole hanno in canna Alfano&C? Leadership cercasi. Di alto valore aggiunto, credibile sul piano personale e politico. Chi se la sente faccia subito un passo avanti. Adesso o mai più. Il rischio di bruciarsi è alto. La missione è ardua. Ma non impossibile. Basta uscire dal Palazzo e far ripartire dal basso un progetto politico coerente con i “migliori anni” di questo Paese, ma fuori dagli “Amarcord” e da impossibili revival, puntando la barra verso il futuro.

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