Berlusconi: pronto ad appoggiare Renzi sui provvedimenti economici

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Secondo Il Messaggero, Silvio Berlusconi si sarebbe lasciato scappare una dichiarazione che delinea nuovi scenari politici per la seconda parte del 2014. Il Cavaliere avrebbe detto: "Il momento per il Paese è troppo difficile. E’ con Renzi che dobbiamo dialogare. Estendendo, per quanto possibile, il patto del Nazareno ai temi economici".

L'ex presidente del Consiglio, dopo la sentenza Ruby, è sempre più convinto di poter tornare al centro della scena politica. La sua strategia è quella di tendere una mano a Renzi su alcuni provvedimenti, insinuandosi così nelle contraddizioni della maggioranza e mettendo il fiato sul collo al Nuovo Centrodestra.

Le voci su un ingresso di Forza Italia nel governo o di un eventuale appoggio esterno al rottamatore si susseguono ormai da settimane e sono state avvalorate da alcune prese di posizione di esponenti del partito di Berlusconi. L'ultima è arrivata lunedì da parte di Renato Brunetta. L'ex ministro della Pubblica Amministrazione ha detto chiaramente che se Renzi mostrerà coraggio sull'economia, il suo partito non mancherà di offrirgli il suo sostegno.

Il presidente del Consiglio, in un'intervista rilasciata alla trasmissione Millennium, ha escluso categoricamente un allargamento della maggioranza. Tuttavia, Berlusconi per portare a segno il suo progetto ha parecchie frecce al suo arco. A partire dal prossimo autunno, infatti, Renzi, non dovrà far approvare solo la Riforma del Senato e l'Italicum, ma ha davanti a sé una serie di scadenze molto importanti, dopo i richiami di Fmi, Ue e Bce. Dalla variazione al Documento economico finanziario alla legge di stabilità, dalla delega fiscale allo Sblocca Italia, il rottamatore dovrà viaggiare in fretta.

Questi provvedimenti sono molto insidiosi perché potrebbero aprire parecchie frizioni all'interno del Pd. Per il momento i democratici hanno seguito il premier, in maniera quasi compatta, sulle riforme istituzionali. Ma sulle questioni riguardanti le tasse e il lavoro non è detto che il partito dia un appoggio incondizionato. Una parte dei democratici difficilmente accetterà soluzioni che vedono il parere contrario dei sindacati. Ed è qui che potrebbe entrare in gioco Berlusconi, disponibile a non far mancare i voti al Governo.

Tale ipotesi avrebbe un duplice effetto benefico per il leader di Froza Italia: quello di incrinare l'unità della maggioranza e di togliere visibilità ad Alfano (che teme già moltissimo un ritorno di Berlusconi).

Un "patto" sui temi economici con Renzi, inoltre, potrebbe avere un'altra conseguenza importante per Forza Italia: i parlamentari dissidenti di Ncd, davanti al senso di responsabilità del Cavaliere, si sentirebbero più liberi di tornare a casa. De Girolamo, Lupi e gli altri, avrebbero una grande opportunità per trattare un loro rientro nel partito che hanno abbandonato lo scorso anno per mantenere il sostegno al Governo Letta.

Se il Cavaliere riuscisse a sfilare un congruo numero di parlamentari ad Alfano, a quel punto gli equilibri cambierebbero tutti a suo vantaggio. E Matteo Renzi, che ha sempre giurato che l'intesa con Berlusconi è solo sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale, si troverebbe sempre più in balia dell'uomo di Arcore.

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